Firenze – Si tratta di una vera e propria malattia, e investe, almeno in Toscana più le donne degli uomini: per la precisione, si tratta di una patologia che interessa l’11,4% delle donne e l’8,5% degli uomini. Le conseguenze dell’alcoldipendenza sono gravi, eppure sceglie di curarsi meno del 7% di chi dovrebbe, spesso per la difficoltà ad accettare il primo punto: astensione immediata e totale dall’alcol.
I dati sono stati diffusi oggi nel corso dell’incontro dedicato all’alcoldipendenza all’interno delle Giornate di psichiatria, a cui hanno partecipato Liliana Dell’Osso, direttore della clinica psichiatrica dell’Università di Pisa, Icro Maremmani, docente di Medicina delle Farmacotossicodipendenze all’ateneo pisano e Andrea Fagiolini, responsabile della psichiatria universitaria di Siena. Che hanno illustrato anche il ruolo positivo che potrebbe avere una nuova soluzione terapeutica, il Nalmefene, che permette di ridurre il consumo di alcol per arrivare gradualmente all’obiettivo finale dell’astensione. Da segnalare che, secondo i dati riportati, negli ultimi 15 anni in Toscana gli alcoldipendenti sono quintuplicati, passando da 1.240 nel 1997 a 5.376 nel 2012.