Al via l’appalto per l’assistenza domiciliare anziani e disabili, calano le ore garantite

Firenze – I numeri sono questi: 160 operatori, più di 900 utenti, valore dell’appalto, 8.516.012 euro per una durata prevista di 24 mesi. Sono i numeri e le cifre del nuovo appalto per l’affidamento dei servizi di assistenza domiciliare agli anziani e disabili del Comune di Firenze, che con determina dirigenziale del Comune di Firenze del 4 febbraio 2022, è stato aggiudicato alla Cooperativa Elleuno dopo l’esclusione della prima classificata, sembra per problematiche legate al conteggio del costo mano d’opera (mancato calcolo tempi spostamento), con un ribasso del 6%. Una percentuale di ribasso che è ormai una costante ad ogni cambio appalto.

Tutto bene? Per niente, si direbbe, dal momento che esistono alcuni punti d’ombra che gettano una certa inquietudine su operatori e utenti. In primis, un’ importante variazione, che riguarda il taglio delle ore del servizio. Nel corso degli anni infatti, il servizio ha subito un drastico taglio di ore del monte orario mensile da parte del Comune, il che conduce ovviamente a una fruizione del servizio da parte dell’utenza meno ampia. Un lento logorio che nei precedenti appalti aveva visto la perdita progressiva di circa 5000 ore mensili  di servizio, passate dalle 20000 del 2010 alle 15000 del 2018. Si tratta di ore suscettibili di variazioni ad ogni proroga d’appalto. Il che significa, come denunciano i sindacati di base Cub e Usb, che non rappresentano più nessun tipo di garanzia nè per i lavoratori nè per gli utenti.

Il problema è: diminuiscono le ore perché diminuiscono i bisogni? No di certo, rispondono i sindacati, che danno la loro spiegazione, ovvero che la causa sarebbe il progressivo spostamento verso le organizzazioni di volontariato e del terzo settore di  alcune attività, che in precedenza erano a carico del servizio domiciliare. Inoltre, secondo Cub e Usb,  forti difficoltà per l’utenza deriverebbero dal percorso ad ostacoli  necessario per richiedere ed attivare il servizio, che talvolta richiede mesi. “Un servizio peraltro – puntualizzano i sindacati – che dovrebbe essere pubblico e gratuito ma è diventato nel corso degli anni sempre più oneroso per l’utenza tanto da avvicinarne il costo a quello di un servizio privato. Inoltre nel corso degli anni il servizio domiciliare interno al Comune è stato via via ridotto , dato che il personale  è andato esaurendosi e non è stato rimpiazzato”.

Tornando al monte ore del nuovo appalto, le ore garantite, come risulta nella delibera di aggiudicazione, sono 13500. Mancherebbero all’appello, rispetto all’appalto passato, 1500 ore che sono divise su 3 equipe, ad ognuna delle quali sono assegnate 500 ore. Si tratta di ore “dedicate alla prima e tempestiva presa in carico temporanea dei casi segnalati come urgenti dai servizi sociosanitari per il tempo necessario alla messa in atto della presa in carico programmata e continuativa”. Dunque, da “ore garantite” si passa ad “ore pro tempore” legate a situazioni di urgenza. Nel quadro economico di aggiudicazione  queste ore non sono quantificate ma corrispondono ad un importo fisso a favore della cooperativa assegnataria.

Tirando le fila, la domanda conseguente è: queste 1500 ore come saranno considerate nel cambio gestione?  La loro mancanza come si può ripercuotere sul riassorbimento del personale, visto che corrisponde a più di  10 persone? 

Altro punto che secondo i lavoratori risulta poco chiaro, è quello della calusola sociale. Infatti,  c’è l’impegno da parte della Cooperativa entrante ad assorbire e utilizzare prioritariamente il personale attualmente impiegato, secondo quanto previsto anche dall’art.37 del CCNL Cooperative sociali. Tuttavia, dicono i sindacati,  “sappiamo che la clausola sociale è legata comunque al fatto che “restino invariate le prestazioni richieste e risultanti nel capitolato”. In questo caso tale invarianza non risulta così chiara”.

Infine, siamo ai costi orari base dell’appalto. Il nuovo appalto stabilisce prezzi leggermente inferiori a quelli dell’appalto precedente per i servizi di assistenza domiciliare: erano infatti  22,21 euro orari nel 2018, e nel 2021 sono scesi a 22,20 euro per gli interventi di assistenza domiciliare. Aumentano leggermente per gli interventi di risanamento abitativo passando da euro 16,76 a euro 17,51, mentre restano uguali per gli interventi di pedicure a domicilio, 24 euro. Con il ribasso del 6% i costi delle prestazioni saranno più bassi di quanto previsto nell’appalto. Ciò che i lavoratori chiedono è: perché i prezzi non sono stati aggiornati, dato che nel frattempo si è avuto un rinnovo contrattuale il 1° novembre 2019 , arrivato a regime a settembre 2020, che ha fatto aumentare il costo del lavoro e aggiornare le tabelle ministeriali?  C’è poi il problema degli operatori assunti a tempo determinato, per i quali i sindacati chiedono ci l’impegno all’assunzione “anche per garantire la continuità assistenziale oltre che lavorativa”.

Il costo totale del nuovo appalto, tirate le fila, si assesta su quello precedente: nel precedente erano 4.044.456 per 12 mesi che diventano 8.516.012 per una durata prevista questa volta per 24 mesi. Stesso importo, meno ore di servizio, con il meccanismo delle 1500 ore in meno dedicate alle urgenze, pro tempore e di cui ancora “non è stata spiegato come saranno considerate nel cambio di gestione”. 

Last but not least, gli operatori e operatrici non nascondono le loro perplessità per quanto riguarda la questione organizzativa, ovvero come il servizio, al subentro della nuova cooperativa, verrà suddiviso e  organizzato in quartieri. Un punto su cui ancora, a quanto sembra di capire, la nebbia grava sovrana.

Ed ecco ciò che chiedono operatori e operatrici al Comune di Firenze: 

– Vigilare e garantire un passaggio indolore per tutte e tutti compresi i lavoratori e le  lavoratrici con contratto a tempo determinato come previsto dall’appalto attraverso la  clausola sociale e dall’art. 37 del CCNL Cooperative sociali, che impegna la Cooperativa  entrante ad assorbire e utilizzare prioritariamente il personale attualmente impiegato;

– Risposte e delucidazioni rispetto al monte ore del nuovo appalto. Visto che le ore  garantite sono solo 13500 le altre 1500 ore sono divise su tre equipe ad ognuna delle quali  sono assegnate 500 ore, dedicate alla prima e tempestiva presa in carico temporanea dei  casi segnalati come urgenti, per un tempo limitato Queste 1500 ore come saranno  considerate nel cambio gestione? La loro mancanza come si può ripercuotere sul  riassorbimento del personale visto che corrisponde a più di dieci persone?  

– Risposte in merito al mancato aggiornamento del costo delle prestazioni dato che  nell’appalto precedente c’è stato un rinnovo contrattuale entrato a regime a settembre  2020, che ha fatto aumentare il costo del lavoro ed aggiornare le tabelle del lavoro; 

– Tenere in considerazione la questione organizzativa, come il servizio verrà suddiviso e  organizzato in quartieri. Molte e molti tra le operatrici e gli operatori svolgono questo  importante e delicato servizio all’utenza da oltre vent’anni e sono perfettamente in grado di  aiutare la Cooperativa entrante nella pianificazione del servizio, che sarà estremamente  difficoltosa data anche l’accelerazione data dal Comune per il cambio appalto, che  dovrebbe partire dal 1° marzo. Chiediamo che il Comune in quanto parte pubblica, si faccia  garante della continuità del servizio nei confronti dei cittadini e dei lavoratori.  

“Le lavoratrici e i lavoratori non sono pacchi che possono essere spostati da una Cooperativa all’altra, dovendo ogni volta tutelare e ricontrattare diritti, organizzazione e modalità di lavoro”, commenta Stefano Cecchi, Usb. Intanto, un prossimo incontro fra tutti i sindacati e la Cooperativa vincitrice dell’appalto si terrà giovedì prossimo.

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