Al Museo Galileo arrivano il telescopio gregoriano e la musica

Firenze – Un sodalizio tra arte e scienza, è la proposta del mese di maggio del Museo Galileo a Firenze, con una vera perla rara dal punto di vista scientifico e astronomico, abbinata alla musica. Realizzato alla fine del Seicento a Parigi il Telescopio gregoriano di Philippe-Claude Le Bas, dalla storia non comune, in ottime condizioni e ancora funzionante, è ospitato dal Museo Galileo insieme a una serie di appuntamenti musicali con il Conservatorio Luigi Cherubini di Firenze.

Il telescopio ha un grande interesse storico-culturale. Affidato al Museo Galileo, dopo essere stato acquistato dal Ministero della Cultura a favore della Direzione Regionale Musei della Toscana,  e appartenuto all’antiquario milanese Michele Subert, il Telescopio riflettore gregoriano di Philippe-Claude Le Bas è stato realizzato con il metodo costruttivo definito dallo scozzese James Gregory nel suo Optica promota del 1663. A differenza del telescopio newtoniano, che mostra gli oggetti capovolti e speculari, quello gregoriano riflette immagini diritte risultando così  più idoneo all’osservazione sia di oggetti celesti che terrestri. Il primo gregoriano è del 1673.

La storia ci tramanda due narrazioni sul telescopio. Quella più conosciuta riguarda il telescopio a sole lenti (rifrattore). Inizia in Olanda nel 1608 e arriva a Galileo Galilei, che utilizzò il telescopio per la ricerca ricerca, e si conclude nel 1897, con il rifrattore del Yerkes Observatory di Chicago, con un obbiettivo di 1,02 metri di diametro.

L’altro racconto riguarda il telescopio a specchi (riflettore) che vede la luce nel Cinquecento con le combinazioni ottiche. Il primo strumento tangibile fu costruito da Isaac Newton nel 1668, grazie al metodo di molatura e lucidatura degli specchi metallici che permettevano al telescopio di funzionare. La continuazione di questa storia prosegue attualmente con il nuovo telescopio spaziale James Webb e l’Extremely Large Telescope, che avrà un obbiettivo di 39 metri di diametro.

Le Bas costruì vari strumenti per l’Observatoire Royal di Parigi, fondato nel 1667 sotto l’egida del ministro Jean-Baptiste Colbert e diretto, dal 1671, dall’astronomo italiano Gian Domenico Cassini. Come ottico di Luigi XIV di Francia, il Re Sole, Le Bas risiedeva al Louvre.

Ispirati all’astronomia è stata concepita dal  Conservatorio Luigi Cherubini di Firenze una rassegna di quattro concerti musicali dal titolo “Orbite Musicali”, previste il giorno 8, 15, 22 e 29 maggio alle ore 11.00, ingresso gratuito per i possessori del biglietto di ingresso al museo, info 055 265311.

“Orbite Musicali”, si compone di quattro argomenti scelti, Dialoghi cosmici, Stelle danzanti, Da Firenze alle stelle e Macchine sonore, in prima esecuzione assoluta. Interpretano il moto delle comete e dei quattro satelliti di Giove, il dialogo tra un astronomo e un satellite, e alcune ricerche di Leonardo da Vinci: 39P/OTERMA di Antonio Galanti; RX-J 18–56.5 Ovvero il satellite animato di Roberto Becheri; 5 Aforismi su testi di Leonardo da Vinci di Barbara Rettagliati; Quattro satelliti per orchestra del giovane Gianmarco Contini.

Un appuntamento sarà interamente dedicato all’ensemble di fisarmoniche diretto dal prof. Ivano Battiston, presente anche nella veste di compositore con Pulsar. Ogni concerto si conclude con una diversa interpretazione di Serenata per un satellite (1969) di Bruno Maderna.

Nel mese di maggio saranno esposti anche due strumenti della collezione di acustica del Museo, un rarissimo esemplare seicentesco di “tromba parlante” della Collezione Medicea, e il fonografo di Thomas Edison.

Foto: Giorgio Strano con il Telescopio gregoriano di Philippr Claude Le Bas

 

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