Il pittore Plinio Nomellini (Livorno 1866 – Firenze 1943), esponente di spicco del divisionismo italiano fra fine ‘800 e primo ‘900, dopo una fase di formazione nell’ambito della pittura macchiaiola sotto la guida di Giovanni Fattori, fu arrestato nel 1894 con l’accusa di aver partecipato alle attività sovversive di un gruppo anarchico di Genova. Per alcuni mesi fu imprigionato nel carcere di S. Andrea, dove disegnò molto e realizzò alcune incisioni, fino a quando, in maggio, si tenne il processo. In suo aiuto fu organizzata una sottoscrizione alla quale aderirono numerosi pittori e che servì a garantirgli la difesa legale. Fra le testimonianze più efficaci in sua difesa ci fu quella di Telemaco Signorini.
Su questa vicenda e sulle sue ripercussioni sul percorso artistico di Nomellini verte la conferenza “Il processo per anarchia a Plinio Nomellini” che Silvio Balloni, filologo specialista dei rapporti fra poetiche visive e letterarie nell’Ottocento toscano, nonché curatore di mostre, molte delle quali dedicate al periodo dei Macchiaioli e dintorni, terrà giovedì 27 marzo, alle 17, al Lyceum Club Internazionale di Firenze (ingresso libero).
Questo appuntamento è organizzato dalla sezione Arte del Lyceum Club Internazionale di Firenze, le cui attività hanno il sostegno dell’Ente Cassa di Risparmio di Firenze e il patrocinio di Provincia, Comune e Quartiere 1.