Firenze – Lo dice Lorenzo Fagnoni, presidente di Property Managers Italia e Ceo di Apartments Florence: in sintesi, nonostante i canoni residenziali a Firenze diminuiscano, gli appartamenti restano sfitti. E la conclusione di Fagnoni è: mercato in stallo, non c’è domanda, a rimetterci sono solo proprietari. Una dimostrazione che “non basta cercare di ‘spostare’ gli immobili dalle locazioni brevi a quelle lunghe se poi la domanda non c’è”.
Fagnoni commenta i dati dell’Ufficio studi di Idealista, secondo cui a Firenze il canone medio degli affitti è sceso a 21,7 euro al metro quadro, con un calo del 13,8% in un anno. Nel centro storico la diminuzione è del 12,9%. Nello stesso periodo l’offerta di abitazioni è aumentata del 17,5% in sei mesi.
In parole povere, secondo questa lettura, se la casa non è un investimento speculativo, perde valore. Ci permettiamo di aggiungere che, se un canone giunge, per un appartamento di metrature “piccole” (50-60 metri quadri?) a 950 euro al mese e gli stipendi medi corrono sui 1.300-1400 euro mensili, forse qualche ragione sul perché rimangono vuoti si può intuire.
“Parlo da imprenditore del settore continua il presidente di Property Managers Italia – noi in centro abbiamo piccoli appartamenti che venivano affittati a 1.300 euro e che oggi, anche a 950 euro, rimangono liberi. In alcuni casi i canoni delle locazioni lunghe sono scesi del 20-25% – spiega Fagnoni – ma la domanda non è aumentata. Il punto è che, soprattutto in alcune zone del centro storico, non vediamo quella domanda abitativa che avrebbe dovuto assorbire gli appartamenti usciti dal mercato degli affitti brevi per effetto delle restrizioni imposte dall’amministrazione comunale. Molte case restano vuote e questo dovrebbe far riflettere sull’effettivo equilibrio tra domanda e offerta”.
Ma, incalza Fagnoni, c’è anche un secondo effetto: “È crollato anche l’interesse degli investitori per comprare in centro. Se un immobile acquistato a 300 mila euro non può più garantire una redditività adeguata, difficilmente il proprietario sarà disposto a svenderne il rendimento. E così chi deve vendere si trova con meno compratori, mentre chi possiede una casa può non riuscire né a venderla alle condizioni attese né ad affittarla”.
“Il mercato è in una fase di stallo e a pagare sono soprattutto i proprietari, spesso fiorentini. Si è cercato di intervenire sugli affitti brevi per aumentare l’offerta abitativa, ma oggi vediamo canoni più bassi, case che restano vuote e meno investimenti nel centro storico. È difficile parlare di un beneficio per qualcuno: vediamo invece difficoltà per molti cittadini, professionisti e imprenditori”, conclude Fagnoni.