Firenze – Il Tribunale amministrativo regionale ha respinto tutti i 19 ricorsi contro il regolamento del Comune di Firenze, che contiene una regolamentazione degli affitti brevi in consonanza con la legge regionale toscana sul turismo. “La decisione del Tar Toscana di respingere i 19 ricorsi contro il regolamento del Comune di Firenze per la regolamentazione degli affitti brevi affitti in conformità alla legge regionale toscana sul turismo rappresenta una notizia importante per la città e ha anche una rilevanza nazionale, per tutti coloro, Cgil/Sunia/Federconsumatori in primis, che in questi anni hanno sostenuto con forza la necessità di intervenire contro gli effetti distorsivi dell’overtourism e della rendita immobiliare incontrollata”. È quanto dichiarano CGIL Toscana, Cgil Firenze, Sunia e Federconsumatori Toscana, commentando la sentenza con cui il Tar ha confermato la validità del regolamento introdotto dal Comune nel maggio 2025.
“Questa pronuncia – proseguono CGIL Toscana, Cgil Firenze, Sunia e Federconsumatori Toscana – segna un passaggio politico e culturale rilevante: viene definitivamente sfatato il mito secondo cui non sarebbe possibile regolamentare il mercato degli affitti turistici per tutelare le esigenze sociali delle città. La sentenza conferma invece che si può intervenire, anche in assenza di un quadro normativo nazionale adeguato, per difendere il diritto all’abitare, la residenza e l’equilibrio sociale dei territori”.
“La protezione dell’ambiente urbano – scrivono i giudici – e gli obiettivi di politica sociale e culturale, insieme alla conservazione del patrimonio storico e artistico, costituiscono motivi imperativi di interesse generale che giustificano restrizioni della libertà di iniziativa economica”.
Secondo i sindacati, la decisione del Tar, insieme ai pronunciamenti già arrivati in questi mesi sul tema (come la sentenza della Corte Costituzionale 186/2025, che ha già validato l’innovativa norma regionale in materia e in totale assenza di normative nazionali), “consente finalmente di procedere senza ulteriori remore nell’applicazione delle misure previste dal regolamento”.
CGIL Toscana, Cgil Firenze, Sunia e Federconsumatori Toscana sottolineano inoltre la necessità che il Comune prosegua rapidamente nell’attuazione concreta delle norme e apra una nuova fase di intervento: “Ora occorre rafforzare il sistema dei controlli per contrastare abusi ed elusioni, estendere le limitazioni al fenomeno dell’overtourism anche oltre l’area Unesco e valutare ulteriori strumenti di regolamentazione nelle diverse aree della città. Si faccia ogni sforzo poi affinché gli spazi abitativi recuperati dal regolamento siano riconsegnati agli affitti a canone concordato/sostenibile/sociale”.
Infine, i sindacati rilanciano il tema della concentrazione proprietaria: “Va aperta una discussione anche sulla possibilità di introdurre criteri che distinguano tra piccolo utilizzo occasionale e grandi concentrazioni immobiliari legate alla rendita. È necessario evitare che pochi grandi soggetti monopolizzino quote sempre più ampie del patrimonio abitativo cittadino”.
“Difendere Firenze e le città della Toscana ad alta vocazione turistica – concludono CGIL Toscana, Cgil Firenze, Sunia e Federconsumatori Toscana – significa garantire città vive, accessibili e abitabili per chi vi lavora e risiede e non ridotta a spazio esclusivamente turistico in merce della rendita immobiliare parassitaria”.
Sulla questione interviene Salviamo Firenze X Viverci: “Bene, ora non ci sono più alibi – dicono i cittadini – Gli affitti brevi a Firenze sono troppi e drogano il mercato. Queste belle sentenze del Tar, riaffermando i valori della Costituzione, tolgono ogni alibi all’amministrazione. Ora inizia la partita vera e ne siamo felici, pensando che quando la campagna Salviamo Firenze è iniziata tutto questo sembrava impossibile”.
Se la sentenza afferma che “La protezione dell’ambiente urbano e gli obiettivi di politica sociale e culturale, insieme alla conservazione del patrimonio storico e artistico, costituiscono motivi imperativi di interesse generale che giustificano restrizioni della libertà di iniziativa economica”, dicono da Salviamo Firenze, “vogliamo che queste parole siano applicate. Queste sentenze arrivano nei giorni in cui ritornano le keybox per le nostre strade. Le Keybox, lo ricordiamo, non sono la malattia ma il sintomo di una epidemia grave”.
Conclude la nota: “Non basta dire di estendere il regolamento dell’area Unesco ad altre zone, non basta dire che verranno posti limiti a nuove aperture, ora serve porsi la domanda se il numero di affitti brevi attivi sia sostenibile? No, per noi devono essere dimezzati. Questa sarà la vera Vittoria STORICA di chi ama Firenze e ci vuole vivere”.