Firenze – L’aeroporto di Firenze non è strategico. Così si è pronunciata la Commissione Europea lo scorso 4 marzo dichiarando che nelle vicinanze insistono due altri aeroporti – quello di Bologna e quello di Pisa – e che pertanto non vi sono le condizioni per finanziarlo con denaro pubblico, come invece era previsto dal decreto Sblocca Italia. Lo dichiara il regolamento UE 1315/2013 che prevede finanziamenti statali soltanto per aeroporti conformi a uno dei seguenti criteri: “il volume totale annuo del traffico passeggeri è almeno pari allo 0,1 % del volume totale annuo del traffico passeggeri di tutti gli aeroporti dell’Unione, a meno che l’aeroporto in questione si trovi fuori da un raggio di 100 km dall’aeroporto più vicino appartenente alla rete globale o fuori da un raggio di 200 km se la regione nella quale è situato è dotata di una rete ferroviaria ad alta velocità”.
Il deputato Segoni e la Consigliera comunale Amato lo hanno comunicato stamani in conferenza stampa: “la prossima settimana depositeremo un’interrogazione parlamentare. Il PD ha ritenuto finora di poter fare quello che voleva ignorando i cittadini, i comitati, le associazioni e le opposizioni; forse adesso, di fronte all’Unione Europea, si fermerà”, dichiara Segoni. I 150 milioni che confluirebbero sull’aeroporto sono un “aiuto di stato nemmeno tanto mascherato” e a questo punto “illegale”. Nel caso in cui lo stato conferisse finanziamenti non autorizzati dall’UE, la Commissione può imporre all’Italia, tramite una decisione vincolante, di farsi restituire dall’aeroporto i soldi “illeciti”. La normativa europea sarà difficile da aggirare.
I problemi dell’aeroporto per Segoni e Amato non finiscono qui. Firenze “verrà sorvolata”, spiega la Amato, dati di Enac e Enav alla mano, e questo perché la pista sarà bidirezionale: la distanza di sorvolo da terra prevista sarà di 300 metri sul Duomo, 63 metri sulla Mercafir, 83 metri sul casello autostradale. Lo dichiarano le tavole ufficiali degli enti.
“Parliamo di 2400 metri di pista a ridosso del centro abitato, con fortissime compromissioni ambientali e per la salute dei cittadini.” Tra questo e il tema degli aiuti di stato, “cose che se vengono fuori siamo tutti responsabili”. Al più presto la Amato organizzerà un convegno specifico per approfondire le criticità dell’opera.