Acque gestore unico fino al 2026. Federconsumatori ricorre al Tar

Sarebbe illegittimo l’affidamento della gestione del servizio idrico ad Acque S.p.a. per ulteriori 5 anni. E’ la denuncia di Federconsumatori Toscana, che ha annunciato stamane di avere depositato ricorso al Tar contro la decisione dell’ Autorità di ambito territoriale ottimale 2- Basso Valdarno. L’affidamento, che ha durata ventennale, dovrebbe scadere nel 2021, ma lo scorso 6 dicembre l’Ato 2 ne ha deliberato la proroga fino al 2026. Motivo: la necessità di ammortizzare nuovi e improrogabili investimenti senza aumentare la tariffa, che risulta peraltro essere già tra le più elevate del Paese. Gli investimenti straordinari, come si legge nella delibera (consultabile sul sito dell’Autorità), sarebbero resi necessari dall’obbligo di adeguarsi a nuove normative nazionali e regionali. Parte di essi riguarderebbe “l’adeguamento delle reti e delle opere del servizio idrico integrato per far fronte alle previsioni di sviluppo urbanistico effettuate praticamente da tutti i comuni dell’ambito”. Gli investimenti previsti dal Piano di ambito per il periodo 2011-2021 ammontavano a 384 milioni euro. I nuovi interventi previsti hanno però fatto lievitare il costo degli investimenti fino a 642 milioni di euro, di cui 516 da realizzarsi entro il 2021. L’aumentato fabbisogno di 258 milioni di euro, di cui 132 da spendersi entro la fine del mandato di Acque S.p.a, giustificherebbe la proroga dell’affidamento all’attuale gestore unico. «L’Ato ha perciò deciso di finanziare questi nuovi investimenti nell’unico modo certamente illegittimo – ha spiegato il presidente di Federconsumatori Toscana, Giuseppe Minigrilli – Ovvero estendere di cinque anni la durata della concessione di gestione del servizio idrico per consentire al Gestore, Acque S.p.A., di ammortizzare i costi. Ma questa delibera viola l’obbligo, sancito dalla legge, di effettuare l’’affidamento tramite gara, oltre che i principi della concorrenza. Con questa delibera si è operato di fatto un affidamento senza gara, una sorta di trattativa privata, e per questo è un atto illegittimo». «L’autorità parla di investimenti urgenti e improrogabili –  ha aggiunto – Ma in realtà gli unici investimenti obbligatori in base alla normativa europea riguardano modifiche al processo di depurazione dell’acqua. Lavori già previsti che termineranno entro il 2015, quindi be 6 anni prima dello scadere dell’affidamento. Nessuno dice che non si debbano pianificare investimenti che richiedano tempi più lunghi andando oltre il periodo di affidamento. L’ammortamento di eventuali investimenti possono essere ammortizzati dal gestore subentrante. Basta inserire questo requisito nel nuovo bando». Dalla vicenda emergono peraltro dubbi sulla tempistica. Dal 1 gennaio 2012, infatti, le Ato non esistono formalmente più, essendo entrata in vigore la legge regionale che istituisce un’unica Autorità idrica. La legge era già nota alle autorità di ambito perché presentata dalla Giunta regionale a fine novembre 2011. La delibera dell’Ato 2 datata 6 dicembre è stato quindi uno degli ultimi atti adottati prima della definitiva chiusura.

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