I numeri sono quelli anticipati da 7per24 circa un mese fa, milione più, milione meno. Ovvero un indebitamento iniziale di oltre 200 milioni di euro, l’assunzione di circa 130 dipendenti, un’altra discreta fetta di milioni da pagare come interessi alle banche che sarebbero già pronte per il piano acqua pubblica fatto commissionare da Mirko Tutino e da Agac Infrastrutture. Il piano sarebbe anche fattibile, il nodo però è sulla convenienza.
La riunione dei sindaci in casa Pd ha restituito un quadro di grande incertezza tra i primi cittadini che non solo vogliono sapere i conti ma anche se tecnicamente e normativamente l’operazione possa andare in porto senza difficoltà insormontabili. Ed ecco un altro punto, fresco di giornata: ciascuno ente locale dovrebbe prevedere a bilancio la corrispettiva quota di indebitamento accantonando la somma. Senza sapere come muteranno i tassi con le banche e con la possibile ripercussione sulle altre voci di investimento amministrativo. Insomma una grande incognita.
Nel quarto anniversario dei referendum che chiesero il ritorno all’acqua pubblica, sabato 13 giugno il Comitato reggiano Acqua Bene comune organizza un sit-in musicale davanti al comune di Reggio con corteo finale per le vie del centro.