Acqua: i sindaci approvano la società mista

L’assemblea dei primi cittadini vara il piano B (con sei significative astensioni ed un voto contrario); si va verso la gara a doppio oggetto
bandiere ammainate
Ammaina bandiera: il Comitato Acqua Bene Comune ha perso l’ultima battaglia

Via libera dei sindaci reggiani alla società mista per la gestione idrica dell’acqua. L’assemblea dei primi cittadini, dall’esito scontato, arriva a pochi giorni dal termine della proroga del contratto con Iren e dunque alle ultime battute del tempo utile per arrivare ad una decisione.

Il piano di una società mista pubblico-privato ha ottenuto l’ok di 38 sindaci e l’astensione di sei importanti realtà comunali: Casalgrande, Castelnovo Monti, Carpineti, Novellara, Villa Minozzo e Casina ed il voto contrario di Viano.

Il piano prevede anche la cosiddetta gara a doppio oggetto, per individuare il partner che tecnicamente sarà poi in grado di far funzionare la delicata gestione del ciclo idrico reggiano. E che secondo i Comitati Acqua Bene Comune non potrà essere che Iren.

Tre giorni fa il Consiglio comunale di Reggio aveva bocciato la mozione di iniziativa popolare che proponeva lo schema di una società totalmente pubblica ed approvato un ordine del giorno favorevole alla soluzione oggi definitamente deliberata.

Il sindaco di Reggio Luca Vecchi si è detto soddisfatto della scelta che sarebbe in coerenza col mandato elettorale e con quanto espresso sull’argomento in campagna elettorale, rappresenterebbe una soluzione meritevole di essere studiata ed esportata non solo a livello nazionale, e che potrebbe permettere agli enti locali di avere più voce in fase di determinazione delle tariffe.

 

 

 

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Acqua: convincente il piano di una societa’ mista

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