Acli Arezzo, sociale, territorio e comunicazione le priorità di Mannelli

Assumendo la guida delle Acli aretine quali  i punti prioritari del tuo programma?
"Ripartire dalla base dei nostri Circoli con azioni tese a recuperare i valori fondanti dell’Associazione e gli insegnamenti dottrinali e sociali della Chiesa. Maggiore attenzione alla formazione e a progetti tesi ad una maggiore inclusione soprattutto verso i giovani. Generare anche all’interno delle nostre sedi maggiore consapevolezza sull’appartenenza all’Associazione non solo in termini professionali  ma anche come strumenti in grado di interpretare le criticità e comunicarle presso tutti gli stakeholders  sul  territorio. Continuare in quel ruolo di voce libera ed in quel cammino di “lotta e contemplazione” su temi attuali come il miglioramento della legge elettorale, la legalità, le riduzioni tariffarie su beni comuni come l’acqua, e per modificare  le forme di tassazione che sempre più frequentemente ricadono  su quelle fasce più deboli ed indifese. Migliorare nel corso dei prossimi mesi il livello di comunicazione anche attraverso la rete web con un restyling ed un costante aggiornamento del nostro sito web e dei social network".

Le  Acli  di Arezzo  hanno una forte presenza nel territorio.  Può  essere ulteriormente sviluppata?
"Tutto è migliorabile. Ciò che è importante è la consapevolezza su dove siamo sin qui arrivati e quali altri traguardi vogliamo raggiungere. Mantenere e sviluppare la presenza del Territorio si raggiunge attraverso la credibilità e con la disponibilità di rafforzare i rapporti  sociali  . Lo sviluppo associativo si declina soprattutto collaborando con i vari Circoli, stimolando attraverso questi, occasioni di confronto e di dibattito assieme non solo ai nostri associati ma aperte a tutti i cittadini. Per fare questo occorre implementare un percorso teso a dare una maggiore dinamicità anche alla squadra di Presidenza, gli obiettivi alla fine si raggiungono tutti assieme".

Il  ruolo dei servizi  delle Acli, in quanto aiuto concreto per  i problemi della gente?
"Ogni costola delle ACLI, dal Patronato, al Caf, alla FAP rappresentano dei formidabili sostegni per le persone che non si riducono soltanto al servizio erogato, ma devono andare anche ad intercettare tutta quell’enorme sfera di problematiche che non si limitano soltanto ai complicati rapporti tra stato e cittadini ma anche a tutte quelle dinamiche che riguardano la complessa sfera della vita sociale degli stessi cittadini. Come ho avuto modo di dire nel mio passaggio durante la conferenza programmatica di Sansepolcro lo scorso 29 marzo 2014, sarebbe fantastico poter sviluppare i nostri database per declinare tutti i dati, le problematiche, le criticità, la fotografia generale in nostro possesso in un documento di studi da sottoporre ad Enti, Amministrazioni, Rappresentanze ed altre Associazioni presenti sul territorio. Tutto questo ci consentirebbe di essere ancora di più incisivi in quel ruolo di supporto e di voce autorevole in grado di dare un sostegno più concreto rispetto i problemi della gente".

 In questo momento di crisi c’è anche bisogno di essere attenti ai problemi locali…. è  importante  il confronto con le istituzioni?
"Assolutamente si, le crescenti difficoltà di natura economica, la precarietà, l’elevato tasso di disoccupazione, soprattutto  giovanile, ed i crescenti disagi causati da minori investimenti sui servizi da parte delle locali Amministrazioni in larga parte dovuti al mantenimento delle soglie dei patti di stabilità, comportano di rimodulare l’azione delle ACLI anche attraverso maggiori momenti di confronto con le Istituzioni. In questo senso è intenzione di questa Presidenza avviare una stagione fatta di incontri con tutte gli Enti e le Istituzioni, ed anche i vari Rappresentanti delle Categorie presenti sul Territorio, per analizzare soprattutto le criticità e stimolare tutte quelle azioni che possono andare ad incidere positivamente sulle possibili soluzioni degli stessi problemi, soprattutto delle emergenze. Dobbiamo giocare il nostro ruolo di Cattolici e  dare spazio e concretezza alle nostre origini, ai nostri valori proprio interpretando sui territori le problematiche per tradurle in azioni propositive e risolutive".

 

 

 

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