Aceto divino

Un Febbraio a tutta firma per perorare l’ingresso dell’Aceto balsamico reggiano-modenese nella lista dei prodotti enogastronomici patrimonio Unesco. Tutte le biblioteche cittadine mobilitate e addobbate a gustose urne di raccolta dei desiderata dei buongustai

„In casa mia mi sa meglio una rapa, | ch’io cuoca, e cotta su ‘n stecco me inforco | e mondo, e spargo poi di aceto e sapa, | che a l’altrui mensa tordo, starna o porco | selvaggio; e così sotto una vil coltre, | come di seta o d’oro, ben mi corco.“

Ludovico Ariosto, da Satire, IV, vv. 43-48

 

L’Aceto Balsamico, eccellenza della cultura e della gastronomia di Reggio Emilia e Modena, insignito del marchio Dop, cerca firme per una nuova impresa di valorizzazione di rilevo internazionale: l’inserimento nel prestigioso Patrimonio culturale immateriale dell’Unesco.

Proprio così: fino al 12 di febbraio è attiva a Reggio Emilia, con il sostegno e la collaborazione dell’Amministrazione comunale, una raccolta di firme a sostegno della candidatura della “Tradizione del Balsamico tra socialità, arte del saper fare e cultura popolare dell’Emilia centrale” al Patrimonio culturale immateriale Unesco.

Le firme si raccolgono in diverse sedi messe a disposizione dal Comune di Reggio Emilia quali Biblioteche (Panizzi e decentrate nei quartieri), Centri sociali, Mercato del contadino di piazza Fontanesi (in questo caso il banco di raccolta firme sarà aperto sabato 11 febbraio), sede Iat di via Farini, dove saranno presenti gli appositi moduli di sottoscrizione (più in basso l’elenco completo delle sedi e gli orari in cui è possibile firmare).

I cugini di Reggio Emilia e di Modena stringono alleanza. L’iniziativa di candidatura Unesco è portata avanti infatti da un apposito Comitato, costituito dalla Reggiana Confraternita dell’Aceto Balsamico Tradizionale, dall’Accademia Aceto Balsamico Tradizionale Terre Di Canossa, dalla Consorteria dell’Aceto Balsamico Tradizionale di Spilamberto e dall’Associazione Esperti Degustatori Aceto Balsamico Tradizionale di Modena.

HANNO DETTO – “Dopo il recente riconoscimento di Denominazione comunale di origine (DeCO) al Cappelletto reggiano e l’avvio del percorso di attribuzione Igp all’Erbazzone – sottolinea l’assessora a Commercio e Attività produttive Mariafrancesca Sidoli – anche la tradizione del Balsamico vuol farsi sentire in maniera ancor più forte e chiara. Vero tesoro della collettività, attraverso la candidatura al Patrimonio culturale immateriale Unesco, puntiamo alla valorizzazione a livello internazionale dell’Aceto Balsamico.

“Tanti i luoghi in città messi a disposizione per la raccolta firme, affinché i reggiani possano contribuire al successo di un’iniziativa che – conclude l’assessora – conferirà ulteriore lustro a una delle nostre eccellenze più preziose, con una tradizione secolare che caratterizza la storia e l’identità del nostro territorio. Ringrazio il Comitato promotore per averci creduto. Ora tocca anche a noi cittadine e cittadini contribuire con la nostra firma a rendere possibile questo riconoscimento”.

La raccolta di firme a sostegno della candidatura, infatti, rientra fra gli elementi previsti dal percorso di ammissione al Patrimonio immateriale Unesco.

Altri passi, per altro, sono già stati compiuti in città. Lunedì scorso, il progetto ha ricevuto il consenso e il sostegno del Comune, tramite un Ordine del giorno dedicato al tema, approvato unanimemente dal Consiglio comunale.

IL PATRIMONIO UNESCO – Il patrimonio culturale riconosciuto dall’Unesco non è costituito soltanto da monumenti, luoghi e collezioni di oggetti, ma anche dalle tradizioni vive trasmesse dai nostri antenati: espressioni orali, linguaggi, arti dello spettacolo, pratiche sociali, riti e feste, artigianato tradizionale.

Questo patrimonio culturale, che si definisce ‘immateriale’, è fondamentale nel mantenimento della diversità culturale di fronte alla globalizzazione e la sua comprensione aiuta il dialogo interculturale e incoraggia il rispetto reciproco dei diversi modi di vivere. La sua importanza non risiede nella manifestazione culturale in sé, bensì nella ricchezza di conoscenza e competenze che vengono trasmesse da una generazione all’altra.

LE FIRME: DOVE E QUANDO – Ecco dunque l’elenco completo dei luoghi e degli orari, in cui sarà possibile firmare a sostegno della candidatura Unesco della Tradizione del Balsamico:

– Biblioteca Panizzi, via Farini 3

da lunedì a sabato dalle ore 9 alle 19

– Biblioteca Ospizio, via Emilia Ospizio 30/b

Mattino di martedì, giovedì, sabato ore 9-12.30; pomeriggio da lunedì a venerdì dalle ore 14.40 alle 19

– Biblioteca Rosta Nuova, via Wibicky 27

Mattino di mercoledì, venerdì e sabato dalle 9 alle 12.30; pomeriggio da lunedì a venerdì dalle 14.40 alle 19

– Biblioteca San Pellegrino – Marco Gerra. via Rivoluzione d’Ottobre 29

Mattino di martedì, giovedì e sabato dalle 9 alle 12.30; pomeriggio da lunedì a venerdì 14.40 alle 19

– Biblioteca Santa Croce, via Adua 57

Mattino di mercoledì, venerdì e sabato dalle 9 alle 12.30; pomeriggio da lunedì a venerdì dalle 14.40 alle 19

– Biblioteca delle Arti, piazza della Vittoria 5

martedì e venerdì dalle 9 alle 18, sabato dalle 9 alle 13

– Centro sociale Buco Magico, via Martiri di Cervarolo 47

da lunedì a domenica dalle 7.30 alle 24

– Centro sociale Gattaglio, via del Gattaglio 30

da lunedì a venerdì dalle 7.30 alle 23.30; sabato e domenica dalle 7.30 alle 20

– Centro sociale Orologio, via Massenet 19

da lunedì a domenica dalle 14 alle 18.30 e dalle 20.15 alle 23

– Centro sociale Orti – Montenero, via Monte Nero 11

da lunedì a domenica dalle 9 alle 12 e dalle 14 alle 19.30

– Mercato del Contadino, piazza Fontanesi

sabato 11 febbraio dalle ore 8 alle 13

– IAT – Ufficio Informazioni ed Accoglienza Turistica, via Farini 1/a

da martedì a sabato dalle ore 9 alle 14

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