E’ arrivata questo week end a Bologna tra imprevisti che hanno suscitato qualche polemica poi smentita – 50 intrappolati in carrozzina tuona il “Corriere di Bologna” il giorno dopo – e una certa indifferenza dei media generalisti sottolineata in apertura da Franco Bomprezzi, giornalista a sua volta e blogger di Invisibili su Corriere.it.
Ha portato sul palco dei relatori un tema fondamentale: quello della “cultura dei diritti“, della “cultura della disabilità” arrivata all’estero come modello di inclusione. Stiamo parlando della IV Conferenza Nazionale sulla Disabilità che si è tenuta il 12 e il 13 luglio.
Tra i nomi presenti, oltre a quelli del ministro Enrico Giovannini e della viceministra Maria Cecilia Guerra, a dirigere i lavori dei gruppi che, nel pomeriggio di venerdì, hanno sviscerato il Programma d’Azione Italiano negli aspetti riguardanti le attuazioni, le priorità e i nodi critici c’erano, tra gli altri: Carlo Francescutti (Osservatorio Nazionale condizione persone con disabilità), Sandro Giovannelli (ANMIL-FAND), Roberto Speziale (Anffas), Isabella Menichini (Comune di Parma), Salvatore Nocera (vicepresidente FISH) e Pietro Barbieri (presidente FISH).
Un programma biennale di azioni – 140 sono quelle stimate e che devono essere messe in campo e monitorate – che potrebbe segnare una svolta per il mondo della disabilità poiché, come ha sottolineato Barbieri della FISH “recepisce appieno le indicazioni della Convenzione Onu sulle persone con disabilità“.
“Ho molti dubbi – ha affermato Barbieri – che noi siamo il paese dalla normativa più avanzata, come spesso ci diciamo compiaciuti. La legge quadro sulla disabilità (104 del 1992) in realtà non aveva previsto diritti, ma solo interventi. Così i disabili hanno dovuto continuare a marciare sul doppio binario del recinto e della contenzione da una parte e della lotta per la vita indipendente dall’altro: la Convenzione è il grimaldello per affermare la scelta che d’ora in poi si lavorerà solo sulla strada dell’indipendenza. A patto però che le risorse siano uguali e i diritti applicati in tutto il paese, superando il solito schema a macchia di leopardo”.
E’ tempo quindi – secondo Bomprezzi – di mettere al centro la persona, il lavoro, l’inclusione scolastica, i diritti conquistati con battaglie condivise. Dal nostro mondo può venire ricchezza per il Paese, non solo problemi”.
I video della conferenza sono disponibili qui.
Alessandra Sorrentino