Firenze – La sconfinata passione di tifare viola, di credere la Fiorentina capace di battere qualsiasi avversario. La forza di sbandierare il vessillo del giglio anche al cospetto di avversari marziani, anche confrontandosi con una moltitudine di loro tifosi. Anche se questi avversari si chiamano Juve, anche se giochi all’Allianz Stadium come mercoledì sera. Anche se questi avversari sono i blaugrana e il vessillo del giglio hai la forza di farlo sbandierare nel tempio di Messi. Proprio come succede da anni alla cinquantina di soci e socie del Viola Club Barcellona, nato ufficialmente il 18 febbraio 2016, con uno striscione di 5 metri, sempre esposto in Maratona. Una cinquantina di soci “Che mercoledì sera – come annuncia il segretario del club, avvocato Alessandro Pieralli (nella foto con due soci) – si ritroverà ai tavoli del Mamà Lina, un’ottima pizzeria nella Calle Paris, 149, insieme a più amici possibile, con la giusta tensione, chi in piedi e chi su di uno sgabello di legno con un trancio di pizza in una mano ed un bicchiere di birra nell’altra, tutti davanti alla tv per Juve – Fiorentina”.
Tifare per i viola nella partita contro la Juve a Torino e per di più a Barcellona, nell’ impero dell’incontrastabile Messimania, è un po’ andarsela a cercare, è sicuramente un’impresa che meriterebbe una stupenda soddisfazione: “Per scaramanzia evito pronostici. Ma solo sulla carta – precisa Pieralli – quest’anno non c’è partita. Nella Fiorentina, dopo la vittoria contro il Bologna, c’è più entusiasmo perché si è visto che questi ragazzi sanno anche lottare e non si arrendono. Certo il gol preso dopo 30″ ed altri atteggiamenti negli ultimi minuti denotano chiaramente la mancanza di esperienza che con squadre più equipaggiate si pagherà. Però, probabilmente, ci divertiremo perché i nostri viola giocheranno per vincere dovunque e contro chiunque, Juve compresa. Ma non chiediamo loro troppo. Un campionato tranquillo con qualche bella partita e magari qualche vittoria contro squadre più forti è il massimo. Se poi ci fosse una serie di congiunture favorevoli e si dovesse anche solo lottare per il 7° posto, beh questo sarebbe fantastico. Speriamo comunque di divertirsi e di vederli battersi senza paura fino ad uscire dallo stadio a testa alta fra gli applausi di tutti”.
Comunque vada mercoledì sera il V. C. Barcellona, con il presidente, professor Francesco Luti – fiorentino ma residente a Sitges da anni, docente universitario, ex giornalista e scrittore – e il consigliere, la dottoressa Silvia Yagüe Gómez-Reino, di Barcellona, restauratrice di dipinti ed affreschi e fiorentina d’adozione – continueranno a fare proseliti viola: “Quando vivi all’estero il senso di appartenenza si moltiplica. Per noi tifare Fiorentina è ricordare a noi stessi in primis, ed agli altri, che noi siamo Firenze e che la Fiorentina rappresenta Firenze nel mondo e dunque tifare viola significa molto di più che tifare una squadra di calcio. Vuol dire far parte della storia di una città meravigliosa, che come la Fiorentina a volte si fa odiare, ma dinanzi alla quale non puoi mai rimanere indifferente. Il club deve servire, non solamente per tifare Fiorentina, ma anche per creare un ponte di relazioni sociali e culturali fra Firenze e Barcellona, ed una rete di contatti per rafforzare i legami fra i soci”.

Soci che non guardano solo ala squadra ma anche alla società: “Dalla proprietà ci aspettiamo che stia più vicina a Firenze ed alla Fiorentina e che parli chiaramente dicendo quali sono le reali possibilità ed ambizioni della squadra, senza impermalosirsi per qualche critica di troppo e magari ricordando gli oltre 18.000 abbonati dell’anno della serie C2. Nella speranza che continui sulla strada da poco intrapresa di riavvicinamento verso i tifosi e di riscoperta dei valori di Firenze. Perchè solo così, grazie all’unione fra la città, i tifosi e la squadra, all’esaltazione dell’orgoglio fiorentino e del senso di appartenenza, si può cercare di colmare, almeno in parte, quel gap enorme che ormai esiste con le altre squadre. E poi cercate di investire ancora di più nei giovani creando strutture modello Barcellona che possano sfornare talenti, ma soprattutto uomini per il calcio del futuro”.
Maurizio Fanciullacci