Il volontariato a guardia della sicurezza, Palagi (Spc): “Mancano i resoconti e i dati”

“No a soluzioni di facciata che scaricano responsabilità istituzionali sul volontariato”
Il consigliere comunale Dmitrij Palagi

Firenze – Non è una cosa nuova, dal momento che è prevista, come si legge sull’avviso pubblico, dalla legge regionale sin dal 2020. Si tratta della partecipazione del Terzo Settore alla sicurezza urbana cittadina, con presidi di volontari che sorvegliano i giardini urbani secondo un criterio di prossimità. La nuova delibera della giunta comunale di Firenze è caduta sotto la critica del consigliere comunale Dmitrij Palagi che invita la giunta a non perpetuare alcune cattive abitudini. Come, ad esempio, quella di non chiedere resoconti delle attività svolte o di non coinvolgere i consigli di quartiere e quello comunale. Un tema scottante, proprio in questo periodo, quello delle ronde del neonato partito di Vannacci che ha preoccupato molti cittadini e fatto alzare lo scontro nell’agone politico cittadino.

“Il 12 marzo 2026 – racconta il consigliere comunale Palagi – la Giunta Funaro ha approvato all’unanimità la delibera DG/2026/00077, che stanzia 26.000 euro annui per il triennio 2026-2028 per far presidiare parchi e giardini pubblici fiorentini da volontari di associazioni del Terzo Settore sotto la supervisione della Polizia Municipale. Il provvedimento presenta un errore nel testo, perpetua l’assenza di valutazione dei risultati e rischia di replicare una logica securitaria inefficace”.

Se l’errore rilevato nel testo, sottolinea il consigliere, è tutto sommato veniale, ovvero facilmente classificabile come svista e come tale tranquillamente risolvibile (si tratta del titolo della convenzione allegata che parla di «difesa armata», mentre la norma di riferimento — l’art. 5, comma 1, lett. v) del Codice del Terzo Settore (D.Lgs. 117/2017) — che disciplina esclusivamente attività di «difesa non armata», come correttamente poi si riporta nell’articolo 1 della convenzione stessa), ci son questioni più rilevanti. .

“Dal 2023 a oggi – continua Palagi – l’unica associazione ad aver risposto agli avvisi pubblici per questo progetto ci risulta sia stata il «181° Nucleo Pegaso» sez. Firenze. La Giunta ha prorogato la convenzione anno dopo anno — nel 2024 e nel 2025 — senza mai presentare al Consiglio Comunale o ai Consigli di Quartiere una relazione pubblica e documentata sui risultati ottenuti. Ora, con la delibera 2026, si vuole espandere il progetto a più associazioni e aumentare il budget (da 24.000 a 26.000 euro annui), ancora senza dati”.

Il tarlo che non consente sonni tranquilli all’opposizione di sinistra, si trova in una delibera del 2024, dove “però leggiamo: «dato che il progetto dell’anno 2023 aveva previsto lo svolgimento di circa 1200 servizi giornalieri da assegnare in lotti minimi di 300 servizi, ma considerato che soltanto una Associazione si è resa disponibile allo svolgimento dell’attività, il numero di servizi svolto nell’anno 2023 è stato inferiore a quello inizialmente previsto». Ci chiediamo: quante segnalazioni sono state prodotte in tre anni? Con quali esiti? Quante situazioni sono state effettivamente risolte? Quante persone sono state interessate dal loro operato?”.

“Pensiamo – dice ancora Palagi – che la sicurezza sia prima di tutto una questione politica, un tema sociale quando si parla di prevenzione e non solamente di ordine pubblico. Come si integra il “volontariato per la sicurezza” con le tante attività del territorio rivolte alla socialità, che spesso denunciano l’assenza di spazi in cui ritrovarsi e poter portare avanti i loro progetti?”.

La delibera richiama il «decoro urbano» come obiettivo, una formula, quella del Decreto Minniti del 2017, “che nella pratica si è tradotta spesso in misure di allontanamento di persone senza dimora, poveri, migranti e giovani da spazi pubblici, criminalizzando la povertà invece di risolverla. La sicurezza che vogliamo non è quella di chi non ci deve essere: è quella di tutte e tutti, costruita con investimenti in welfare, socialità e cura degli spazi pubblici”.

Perciò, conclude Palagi, “Se la Polizia Municipale di Firenze ha bisogno di «supporto» per presidiare i parchi, il problema da affrontare è il sottodimensionamento del suo organico e degli altri servizi del Comune. La risposta non può essere fare ricorso a cittadinanza non retribuita — per quanto “armata” di spirito civico e non armata — che opera in spazi aperti anche nelle ore serali, con un corso di formazione di sole 6 ore e senza poteri di accertamento né responsabilità giuridicamente definita”.

Le richieste rivolte alla giunta comunale, a valle di tale riflessione, sono:

– Coinvolgere i Consigli di Quartiere, non solo le e i Presidenti.
– Rettificare immediatamente la delibera DG/2026/00077, correggendo l’errore «difesa armata» in «difesa non armata» in conformità con il Codice del Terzo Settore.
– Pubblicare una relazione pubblica sui risultati del progetto 2023-2025, con dati quantitativi e qualitativi, prima di procedere oltre con l’avviso 2026.
– Chiarire quali sono gli investimenti necessari in personale e servizi per non aver bisogno del “volontariato per la sicurezza”.
– Destinare risorse ai servizi sociali di prossimità nei parchi: educatori di strada, mediatori culturali e assistenti sociali, strumenti riconosciuti dalle ricerche internazionali come più efficaci nella prevenzione del disagio urbano.
– Garantire che se proprio deve essere portato avanti, il nuovo avviso pubblico preveda criteri di selezione che valorizzino competenze in inclusione sociale, mediazione interculturale e tutela delle fasce deboli, e non solo la disponibilità a svolgere attività di presidio.
– Prevedere meccanismi di controllo democratico sull’operato delle associazioni convenzionate e di questi progetti, con relazioni semestrali al Consiglio Comunale .

Conclude il consigliere comunale: “La sicurezza di chi vive e frequenta le aree verdi di Firenze è per noi una priorità reale. Proprio per questo non accettiamo soluzioni di facciata che scaricano responsabilità istituzionali sul volontariato”.

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