Firenze – Sono stati presentati all’Accademia dei Georgofili i risultati del progetto interuniversitario (Atenei di Milano, Firenze, Brescia, Tuscia e Padova)  “Winery Farming 4.0″, che ha studiato come trasformare le pratiche tradizionali della viticoltura attraverso l’innovazione tecnologica, migliorando l’efficienza e la sostenibilità dei processi, utilizzando strumenti digitali avanzati, per ottimizzare l’uso delle risorse, ridurre gli sprechi e minimizzare l’impatto ambientale della produzione vinicola.Â
Il Prof. Marco Vieri del Dipartimento di Scienze e Tecnologie Agrarie, Alimentari, Ambientali e Forestali (DAGRI) dell’Università di Firenze e Consigliere dell’Accademia dei Georgofili, ha sottolineato: “Il progetto Winery for Farming 4.0 è un punto di sintesi degli studi e delle ricerche fatte in questi anni. L’adozione delle tecnologie, secondo un’indagine Smart Agrifood, è tuttavia ancora limitata all’8% delle aziende ed è relativa soltanto alle aziende più grandi che percepiscono nei grandi numeri quale sia il vantaggio, anche economico, di questo sistema di viticoltura. L’agricoltura 4.0 è un habitus che le aziende devono adottare adottando tecnologie per capire precisamente dove, quando e in che misura utilizzare acqua, fertilizzanti, antiparassitari, combustibili ecc., con una importante riduzione delle emissioni di CO2 e dei compattamenti e con anche un importante aumento, se non induzione, della biodiversità all’interno dei vigneti. In base alle sperimentazioni in campo, i vantaggi concreti sono: riduzione del 30% l’anno di acqua, riduzione dal 70% al 30% l’anno di utilizzo di input chimici, riduzione del compattamento, riduzione del 15%-20% dei combustibili. Il problema è che servono competenze che sappiano gestire la transizione digitale. Ovvero, serve a monte una transizione generazionale, con giovani competenti e formati, presenti nelle aziende, che guidino la viticoltura 4.0â€.
Come si legge sul sito del progetto, il settore vitivinicolo, nonostante le criticità cui è andato incontro in questi ultimi anni, rappresenta una delle attività agricole più importanti in Italia, con un fatturato di 13 miliardi di euro e circa 310.000 aziende agricole. Ciò rende l’Italia il primo produttore europeo con 5,5 miliardi di litri nel 2019.
Per quanto riguarda i vigneti, fra le caratteristiche che li contraddistinguono, si segnalano l’elevata eterogeneità conseguente a fattori strutturali, come le caratteristiche pedo-morfologiche e altre dinamiche come le pratiche di coltivazione e le condizioni meteorologiche stagionali. “In questo contesto, l’introduzione delle tecnologie Agriculture 4.0 per supportare la gestione dei vigneti consente di migliorare l’efficienza e la qualità della produzione e, allo stesso tempo, di ridurre l’impatto ambientale”.
La buona strutturazione che contraddistingue la filiera, con alcune aziende vinicole medio-grandi e diverse cantine cooperative, non è tuttavia esente dal rischio prodotto dal fatto che il passaggio agricolo della catena è frammentato in molte micro o piccole aziende vinicole a conduzione familiare. Per queste ultime, l’adozione di innovazioni e l’implementazione dei principi di Agriculture 4.0 è critica e ancora molto limitata a causa di vincoli economici e culturali. Nelle piccole aziende, oltre alle difficoltà nel sostenere nuovi investimenti in caso di bassa redditività , l’età del proprietario è spesso medio-alta e, di conseguenza, la predisposizione all’adozione di nuove soluzioni digitali è bassa. In questo contesto, è fondamentale, da un lato, riconoscere le migliori tecnologie per Agriculture 4.0 nella viticoltura ma, dall’altro lato, sviluppare strumenti in grado di identificare le aziende dove queste tecnologie possono essere adottate efficacemente e di quantificare chiaramente l’aumento della sostenibilità legato all’adozione delle tecnologie Agriculture 4.0.