Famiglie, caro scuola e caro alimentare, le difficoltà crescono

Sotto scacco la classe media che combatte anche col difficile accesso alla casa
Portrait of a group of friends talking in the street after class.

Firenze – Fu Federconsumatori Toscana a segnalare, al ritorno delle vacanze, le nuove spese cui le famiglie fiorenitne dovevano prepararsi. E, a pochi giorni dalla pubblicazione dei dati nazionali dell’Istat, val la pena di riorendere quelli di Firenze, che segnalano un disagio diffuso e ancora poco rilevato dalla politica. Mentre in questi giorni a Firenze si parla di diritto alla casa e si susseguono analisi e riscontri, la questione dell’impoverimento delle famiglie emerge tutto intero nella sua quotidianità, fatto di spesa alimentare, caro scuola e bollette. Chi poi avesse anche un affitto o un mutuo, è davvero sotto assedio. Stiamo parlando, ed è bene precisarlo, della classe media, che da anni sta scivolando rapidamente dalla cosiddetta fascia grigia a quella rosso emergenza, o forse meglio nera senza speranza. Le famgilie più fragili ormai sono o del tutto sul lastrico con forti deprivazioni di ogni genere, oppure sono entrate nel circuito della assistenza pubblica. Ma la folla della classe media o piccola, piccolissima borghesia, come una volta la ricordava il cantautore bolognese Claudio Lolli, giace in un disagio di cui ancora non si riesce a vedere soluzione.

Un disagio che parla anche un’altra lingua, quella dello sgretolarsi dello stato sociale e dei servizi pubblici. . Arriva a circa 1200 euro la spesa scolastica per ogni figlio a carico delle famiglie fiorentine, mentre i rincari e i costi della vita in costante aumento colpiscono servizi che dovrebbero essere accessibili o gratuiti La spesa scolastica grava, e non certo da ora, in misura crescente sui bilanci familiari. Sono gli stessi nuclei che dovranno affrontare i rincari delle tariffe legate alle attività sportive dei minori, i rincari delle gite di istruzione fino al salasso con i tradizionali acquisti di vestiti per le stagioni autunno inverno. In questo panorama si inserisce un aumento i prezzi dei beni alimentari del 5%, di quelli dei servizi ricreativi, culturali e per la cura della persona (da +2,7% a +2,9%) e dei trasporti (+3,3% a +3,5%). In aumento anche il carrello della spesa, il cui tasso passa dal 3,2% al 3,5%, come spiega e riassume la presidente di Federconsumatori Toscana Laura Grandi.

La presidente di Federconsumatori Toscana Laura Grandi

Laura Grandi, presidente di Federconsumatori Toscana

“Si tratta di dati estremamente preoccupanti, soprattutto perché gli aumenti maggiori si registrano in settori vitali come l’alimentazione, comparto in cui le famiglie stanno operando, da tempo, pesanti tagli e rinunce. Non dimentichiamo, poi, che la crescita dei prezzi, in particolar modo del carrello della spesa, incide in maniera più pesante, e spesso insostenibile, sulle famiglie meno abbienti. Questo andamento inciderà in maniera sempre più evidente sulla crescita delle disuguaglianze e delle disparità, anche in tema di consumi alimentari, nel nostro Paese”, commenta Grandi.

La stangata dell’autunno 2025 per le famiglie fiorentine è stimata sui 500 euro per ogni nucleo familiare, suddivisa fra:

Spesa alimentare: l’aumento dei costi di produzione, trasporto e imballaggio si riversa direttamente sui consumatori. Fare la spesa alimentare, che già rappresenta una voce di costo fissa, diventerà ancora più dispendioso, con una spesa extra di circa 150 euro a famiglia.

Bollette energetiche: le tensioni internazionali e le dinamiche del mercato globale continuano a incidere sul costo dell’energia. L’aumento del 15% previsto sulle bollette, pari a circa 150 euro a famiglia, è un dato preoccupante, soprattutto in vista dei mesi più freddi, dove i consumi per riscaldamento e luce si impennano.

Scuola e attivita ricreative/sportive: il ritorno a scuola è un’altra voce di spesa importante. Gli aumenti per il corredo scolastico (100 euro) e le varie attività sportive (100 euro) mostrano come l’inflazione colpisca ogni aspetto della nostra vita quotidiana, rendendo più oneroso il rientro alla normalità dopo la pausa estiva. Un onere odioso, per sostenere il quale, ricorda Grandi , ” le famiglie chiedono prestiti per la scuola”.

“Non sorprende quindi che sempre più famiglie siano costrette a ricorrere a un prestito personale per sostenere i costi della scuola. Secondo le persone venute agli sportelli di Federconsumatori, nell’anno scolastico passato, 76 sono le persone che ci hanno riferito di aver acceso un prestito per tale motivo. Scorsi i primi dati, ci aspettiamo un incremento di circa il 15% rispetto all’anno precedente. L’età media di chi ha sottoscritto un prestito per spese legate allo studio è di 39 anni. Va segnalato che questa età è sensibilmente più bassa rispetto a quella dei richiedenti prestiti personali per altre finalità, la cui media si aggira attorno ai 43 anni e mezzo” conclude Grandi. Infine, interessante per il suo rilievo anche il dato di genere per l’accensione dei prestiti, dal momento che i prestiti per l’istruzione si confermano tra le forme di finanziamento più richieste dalle donne (55%).

Total
0
Condivisioni
Prec.
Brandimarte, una storia d’argento e di famiglia

Brandimarte, una storia d’argento e di famiglia

Presentato il libro che ripercorre una memoria intrecciata fra arte, aneddoti e

Succ.
I 150 anni dalla nascita di Thomas Mann, un grande del Novecento

I 150 anni dalla nascita di Thomas Mann, un grande del Novecento

L'attualità del Premio Nobel per la Letteratura nel 1929

You May Also Like
Total
0
Condividi