Firenze – Entra negli eventi della democrazia del corpo, il festival della danza in corso di svolgimento a Cango, e ti accorgi quanto meravigliosa sia “la costruzione coreutica del mondo”, parafrasando il testo fondamentale del filosofo neopositivista Rudolf Carnap (“la costruzione logica del mondo”).
“La peau de l’Espace”, secondo atto della rassegna ideata da Virgilio Sieni, presentato il 15 febbraio da Yasmine Hugonnet, coreografa e danzatrice nata a Montreux in Svizzera, è il frutto di una ricerca che parte dalle relazioni fondamentali fra gesti e movimenti e immaginazione e concentrazione che li generano. Un processo che è analogo – come metodologia e impostazione concettuale – a quello della ricostruzione logica della esperienza empirica avviato dai filosofi a cavallo dei due secoli scorsi come Carnap.
Così è il corpo stesso che dall’interno definisce e accompagna con suoni (quasi un ventriloquio) e parole i gesti della danzatrice. Non c’è bisogno di una colonna sonora esterna perché si materializzi l’atto originario della danza.
L’effetto che la performance produce sullo spettatore è eccezionale. Yasmine crea lo spazio, lo “arreda” per così dire con i suoni e le figure che lo rendono fisicamente percepibile: gli fa toccare “la pelle dello spazio”. L’obiettivo è quello di far entrare lo spettatore all’interno dell’atto creativo e per questo l’artista a un certo punto lo invita a ripetere sul suo corpo – le sue mani, le sue braccia – alcuni dei passaggi di più immediata comprensione di questa ricerca.
L’assolo vincitore del “Prix du Spectacle suisse de danse 2021”, infatti, si articola attraverso una prima parte che offre il risultato della ricerca della coreografa svizzera, e una seconda nella quale essa disseziona in dialogo con il pubblico il rapporto fra il corpo e il processo creativo che si produce attraverso i suoi limiti (per esempio i condizionamenti della forza di gravità) e le sue potenzialità espressive. Creando “luoghi”, porzioni dello spazio che entrano nella memoria fisica. Diventano “percezione”.
“La pelle dello spazio” è un esempio delle esperienze straordinarie che il festival di Sieni offre a tutti coloro che amano la danza. Così come lo sono state le lezioni su “Dinamiche del dialogo. Un laboratorio di improvvisazione di danza” tenute dal danzatore/coreografo sloveno Jurij Konjar formatosi al PARTS di Bruxelles e successivamente con Steve Paxton, di cui porta tuttora in scena il solo improvvisato sulle “Variazioni Goldberg” di Bach.
Il workshop era rivolto soprattutto a danzatori professionisti. Chi ha avuto la fortuna di partecipare, anche semplicemente come osservatore interessato, ha potuto vivere direttamente l’esperienza dell’emozione che si crea nella comunicazione fra le persone di gesti e movimenti ordinari che si fanno per lo più senza averne consapevolezza. Una dimensione che conta molto nell’incontro fra identità e coscienze al di là delle differenze di sesso, età e formazione culturale. E che fanno la sostnza dell’arte coreutica.
Anche domenica 16 febbraio ore 17.00
Yasmine Hugonnet
La Peau de l’Espace
Produzione Arts Mouvementés, co-produzione Théâtre Vidy-Lausanne (FR); Next Arts Festival (FR); La place de la danse – CDCN Occitanie (FR); supporto Pro Helvetia, Loterie romande, Corodis, Fondation Stanley Johnson.