Firenze – Il veto alla Regione Toscana di iscrivere in bilancio i crediti che ha verso le imprese del settore medico sarebbe alla base della decisione della giunta regionale di innalzare l’addizionale Irpet sopra i 75mila euro. Sulla vicenda, il Pd toscana diffonde una nota: “Il regalo di Natale che la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ci fa è una nuova tassa. A differenza di quanto concesso dal ministro Speranza, il Governo Meloni non permetterà alla Regione Toscana di iscrivere in bilancio i crediti che ha verso le imprese del settore medico”.
La questione è la seguente, “dal cosiddetto payback alla Toscana spetterebbero ben 420 milioni corrispondenti a due annualità. Dalla finanziaria che ieri ha avuto il via libera della commissione Bilancio al Senato è chiaro a tutti come la Regione non vedrà un solo centesimo di quanto le spettava in base ad una legge dello Stato”.
“A ciò si aggiunge il fatto che, a differenza di quanto avevamo richiesto, le risorse che il Governo ha scelto di destinare al Fondo Sanitario nazionale sono del tutto insufficienti per far fronte all’inflazione, ai costi energetici e alle necessità di un sistema sanitario che ha affrontato la prova della pandemia – prosegue il Pd – per far quadrare il bilancio della sanità, è perciò necessaria la revisione dell’addizionale Irpef regionale, una tantum, da rivedere a dicembre dell’anno prossimo. Una manovra che non andrà a intaccare tutti i redditi inferiori ai 28.000 euro che rappresentano il 72,8% dei contribuenti toscani. L’introduzione di questa misura eviterà il piano di rientro che sarebbe una tragedia per la SANITÀ TOSCANA, perché comporterebbe l’innalzamento massimo di Irap e Irpef, il blocco delle assunzioni per il personale sanitario per un anno e mezzo, la cancellazione di tutti gli extra-lea, ovvero quelle attività, prestazioni e servizi che la Regione eroga in più ai livelli minimi nazionali, e il taglio a strutture sanitarie territoriali e servizi”.
Sono 51.768 (dati 2009, gli ultimi disponibili) i contribuenti che in Toscana dichiarano al fisco pi 75 mila euro l’anno. Sono il 2,42% di tutti i contribuenti, ma i loro redditi pesano per il 12,86 % sul gettito totale dell’addizionale: 6 miliardi e 200 milioni di imponibile rispetto ai 48 miliardi e 474 milioni dichiarati da tutti i toscani.
Chi dichiara 100 mila euro pagava fino ad oggi 900 euro l’anno di addizionale Irpef. Ora ne dovr aggiungere 330 euro in pi per la manovra Monti (dal 2012) e 125 euro per l’aumento proposto ora dalla giunta toscana (dal 2013). Sono 455 euro in pi l’anno, il 50% in pi .
Chi dichiara 200 mila euro ai 1800 euro che gi oggi pagava ne dovr sommare altri 1285: 625 euro, che gli saranno prelevati nel 2013, per la manovra regionale, e 660 per il decreto Monti, gi dal 2012.
Sono 859 i toscani che superano i 390 mila euro l’anno: 19 quelli che dichiarano pi di 2 milioni e mezzo. Il toscano pi ricco nel 2009 aveva una denuncia dei redditi con un imponibile da 10 milioni e 300 mila euro. Per lui il ritocco regionale all’addizionale Irpef peser per 51 mila euro, dal 2013.
Undici milioni di maggiori entrate
Gli uffici hanno calcolato che il maggior gettito atteso dalla Regione con il ritocco dello 0,5 per cento per i redditi sopra il 75 mila euro sar di 11 milioni. Undici milioni che si aggiungono ai 434 milioni incassati dall’addizionale Irpef, con lo 0,9 per cento, in Toscana nel 2009.
Se la maggiore aliquota fosse stata applicata salvando solo i redditi fino a 28 mila euro, i maggiori introiti avrebbero sfiorato i 50 milioni. Ma grazie ai fondi parzialmente recuperati per il trasporto pubblico locale da Monti grazie alle nuove accise sui carburanti non stato necessario. Mancavano 100 mila euro, un mese fa, per chiudere il bilancio: 100 mila euro per il trasporto pubblico locale, dopo i 200 mila tagliati in un solo anno dal governo Berlusconi. Dalle nuove accise si ipotizza che ne arriveranno, in Toscana, da sessanta a novanta.