Firenze – Sono tremila, le firme raccolte in 12 giorni, per il “referendum” autoconvocato della campagna Firma e Ferma del Comitato Salviamo Firenze contro “un’idea speculativa di svendita della città”. Tremila in 12 giorni, dato che fa ben sperare nel raggiungimento dell’obiettivo che si sono posti gli organizzatori, vale a dire 10mila firme entro il 18 novembre. Entusiasmo e partecipazione dei cittadini, come testimoniano Massimo Torelli, Firenze Città Aperta, Dmitrij Palagi, gruppo consiliare comunale Sinistra Progetto Comune, Roberto De Blasi, capogruppo comunale M5S, Francesca Conti, della rivista La Città Invisibile (Laboratorio politico PerUnaltraCittà) . Una partecipazione che si concretizza in particolare nel momento di porre la firma, dal momento che, come spiega Torelli, “la maggior parte delle persone racconta le proprie situazioni, i motivi della firma”, ecc. Una campagna insomma che si prospetta molto popolare e molto trasversale fra i fiorentini.
Oltre alle tremila firme in 12 giorni, un’altra “novità” è stata presentata oggi nel corso dell’incontro con la stampa, ovvero il tutt’ora funzionante sito Investire a Firenze, o Invest in Florence, definita Città delle opportunità, Di cosa si parla? Dal sito, si apprende che si tratta di un’operazione di marketing territoriale, il cui scopo è “attrarre risorse” e “favorire la riconversione di aree e di immobili, dando la la massima visibilità alle opportunità presenti sul territorio”.
Il progetto è strutturato, come si legge, in schede sistentiche di presentazione di aree ed immobili dismessi o in via di dismissione, di proprietà pubblica o privata, con superficie utile superiore ai 2mila metri quadri. Ma la vera opportunità è la seguente: si tratta di aree di trasformazione della città che sulla base del Regolamento urbanistico vigente, “comportano u cambio di destinazione d’uso”. Oppure di Aree di riqualificazione per cui lo stesso Regolamento urbanistico “non prevede un cambio di destinazione d’uso”.
Una bella agevolazione insomma, che, unito al fatto che il sito è perfettamente funzionante e svolge dunque la sua attività di vetrina, finisce, secondo gli organizzatori, per rendere meno credibili, se non di annullare del tutto, le scelte che lo stesso sindaco Nardella ha finora celebrato con grande enfasi, ovvero la sua decisione di dare una sterzata in senso restrittivo agli “affitti brevi”, quegli affitti turistici spesso settimanali, che com’è ormai noto, hanno impattato fortemente, con un effetto di lievitazione dei prezzi, sul mercato immobiliare fiorentino. E soprattutto, di inficiare anche le sue esternazioni positive nei confrotni degli stessi organizzatoi del referendum. Insomma sostengono, dal comitato promotore, “sevono atti realmente incisivi”.
“Il Comune ha mantenuto attivo il suo sito per i fondi di investimento che vogliono fare affari a Firenze – dice Massimo Torelli, Comitato Salviamo Firenze – insieme di schede tecniche complete, che tuttavia non sono aggiornate, come si vede ad esempio col primo bene che compare, Palazzo Vivarelli Colonna, su cui dovrebbe essere il frego “venduto”. Una circostanza che potrebbe apparire come la riprova che il sito è stato “abbandonato”, non fosse che, dice Torelli, “siamo stati informati che scrivendo alla mail che compare nel sito, si può ottenere il catalogo aggiornato”.
Fatto inquietante per il Comitato Salviamo Firenze, dal momento che, fra le aree messe a disposizione, ci sono proprio quelle qche il quesito vorebbe tutelare, ovvero quelle “Aree di Riqualificazione per le quali il RU non prevede un cambio di destinazione d’uso”. Insomm,a sembrerebbe di trattare “con un vero e proprio catalogo online, da agenzia immobiliare”.
“Considerando le richieste che giungono da più parti, emerge che il sindaco non ascolta più la città, nonostante le dichiaraizoni pubbliche a sostegno delle nostre richieste”, continua Torelli. “Ciò che chiediamo è che il sindaco smetta di temporeggiare, rispetti la città la smetta di fare il banditore pubblico perché se il claim della campagna di marketing è Firenze la città delle opportunità, è bene chiarire che sono opportunità rivolte a pochi facolotosi”.
Città escludente dunque, e escludente sulla base del censo, come dice Francesca Conti, curatrice con Ilaria Agostini dell’e-book edito da perUnaltracittà “Turismo di classe. Studentati di lusso e selezione sociale a Firenze”in cui è appunto la questione che riguarda l’esplosione degli studentati privati di lusso a essere messa in luce. Cominciando dall’ultimo caso censito, ovvero “lo studentato collegato alla catena Beyoo, a pochi metri dalla Regione Toscana e a 300 metri dal Polo di Novoli”, come dice Conti. “Veri e propri alberghi, camuffati da studentati, che stanno crescendo in città” e che , secondo gli ultimi conteggi riportati sul saggio, “danno oltre 2.500 camere disponibili, con proeizione a 3.500”. E quanto costano? “Si parte dai 900 euro al mese per una singola di 14 metri, fino a 2mila euro al mese”. Impossibile non tornare con la mente alle tende degli studenti “normali” che non trovano posto in città e vanamente aspirano ai pochi posti degli studentati pubblici. “Promesse tante, dal sindaco e dal governo cittadno – conclude Conti – ma ciò che cambia davvero è solo il numero degli studentati privati, dai costi impossibili da raggiungere se non ben oltre alla media del reddito nazionale. E’ significativo, circa la vera natura di queste strutture, ricordare che la catena Student Hotel, nome che identificava un preciso target di riferimento, ha mutato in Social Hub la sua denominazione”.
La campagna del comitato Salviamo firenze, partita il 28 settembre, si arresterà il 18 novembre. La consultaizone si sovlge grazie ai banchetti disseminati in città, e chiede l’immediata esguibilità delle norme referendarie, e lo stop ala bolla immobiliare “che sta divorando Firenze”.