La Manodori fuori dal cda di Unicredit per tre anni. Sarebbe questo uno degli esiti della lunga trattativa per il rinnovo del board dell’istituto di Piazza Cordusio e la nomina del nuovo presidente. Dopo una accesa discussione tra soci, giovedì è stato raggiunto un accordo sul nome di Giuseppe Vita, numero uno di Allianz Italia e Banca Leonardo, ex presidente di Deutsche Bank. Una designazione che alla fine ha ottenuto il via libera unanime delle fondazioni e dei i soci privati italiani e stranieri. Nella stessa giornata i soci hanno sottoscritto la lista dei rappresentanti nel consiglio di amministrazione. Lista che sarà ufficializzata solo in occasione dell’assemblea in programma il prossimo 11 maggio a Roma.
La composizione del nuovo cda della banca è stata al centro di un lungo braccio di ferro che si è intrecciato con la trattativa per l’elezione del presidente. Rispetto a tre anni fa, infatti, ci sono 4 posti in meno (da 23 a 19) all’interno del board. La scelta è ricaduta inevitabilmente sulle piccole fondazioni, ovvero Banco di Sicilia, CrTrieste, Manodori e Cassamarca.
In base a quanto riporta il Sole 24 Ore, nel prossimo consiglio le Fondazioni potranno contare su 7 rappresentanti, a cui si aggiungeranno presidente, ad, i due consiglieri nominati dagli azionisti privati italiani, i due del fondo arabo Aabar, quello di Allianz, i quattro rappresentanti stranieri e un indipendente. Del prossimo board faranno parte i delegati di Cassamarca e Banco di Sicilia, mentre tra tre anni dovrebbero entrare al loro posto i rappresentanti di CrTrieste e Manodori, in una sorta di rappresentanza a rotazione.
A questo puntoè doveroso ricordare che la partecipazione all’aumento di capitale di Unicredit è costato alla Fondazione Manodori 28 milioni di euro e che la stessa ha investito nella banca 150 milioni negli ultimi 5 anni. Investimenti che non non hanno dato i risultati sperati a causa del crollo delle azioni, ma che con ogni probabilità non garantiranno nemmeno la rappresentanza nel consiglio di amministrazione.