
Società, immobili, auto. Beni riconducibili al clan camorristico dei Casalesi sequestrati a Reggio, Correggio e Fabbrico nell’ambito di una maxi operazione condotta dalla questura di Caserta.
Il filo rosso che parte dalla Campania e giunge a Reggio passa attraverso Pasquale Pirolo, per gli inquirenti “personal manager” del boss Michele Zagaria, al quale ieri la questura di Caserta, guidata dal questore Guido Longo, ha sequestrato immobili e società per un valore quantificato intorno a una cinquantina di milioni di euro.
Dalle indagini è emerso che Michele Zagaria, arrestato lo scorso 7 dicembre a Casapesenna, e il clan dei Casalesi stavano investendo ingenti somme di denaro nel Reggiano e in provincia di Foggia proprio attraverso Pirolo: la questura di Caserta, tra l’Emilia e la Puglia, ha sequestrato una ventina di società immobiliari attraverso le quali venivano acquistati terreni a poco prezzo sui quali poi edificare palazzi e ville. In sostanza, una lottizzazione da svariate centinaia di milioni di euro, studiata a tavolino dal clan dei Casalesi che hanno numerosi interessi nel cuore dell’Emilia: in particolare a Reggio, Modena e PArma. Le società gestite da Pirolo per conto di Zagaria sono tutte intestate a prestanome, piccoli imprenditori, tra i quali figurano anche alcuni parenti dello stesso Zagaria.
A Reggio e provincia sono stati sequestrati beni e auto riconducibili a Giuseppe Nocera, 57 anni, ritenuto vicino all’organizzazione camorristica. Si tratta di beni e società, o di parti di società legate all’uomo, a Reggiocittà, Fabbrico e Correggio. A Reggio sono stati sequestrati anche un villino, un negozio e due garage; un’abitazione a Fabbrico. Quattro le vetture: una Mercedes 190 Sl, una Bmw 635 Csi, un’Alfa Romeo Giulietta Spider e una Mini Rh31 Cabrio.