Tennis e Hard Rock: identikit del perfetto campione

Intervista al giovane tennista reggiano Leonardo Baldi: “Pronto per gli Usa”

Valentina Barbieri

“Voglio fare il tennista da grande”  è la confessione di un giovane campione. In un tempo che scarseggia di sano agonismo e di umiltà lo sguardo tenace del diciottenne reggiano Leonardo Baldi non può che fare bene allo spirito.

Leonardo, figlio del campione di Formula1 Mauro Baldi, ha iniziato a giocare a tennis all’età di sei anni presso il circolo tennis Canali e non ha mai avuto intenzione di smettere. L’incontro con Donato Campagnoli, tecnico nazionale e coach presso il circolo tennis Carpi, gli ha aperto le porte dell’America. Insieme al fidato maestro è stato negli Usa, a Città del Messico e in Colombia. Per il tennis ha lasciato il liceo scientifico Aldo Moro e frequenta una scuola privata da un paio d’anni.

Ammira l’astuzia e l’eleganza del fuoriclasse svizzero Roger Federer e ammette  il talento dell’italiana Francesca Schiavone. Accanito appassionato di sport non si limita al tennis, ma segue da tifoso anche pallavolo, basket e calcio. Tra i reggiani non può fare a meno di ricordare il campione olimpico di sci Giuliano Razzoli come esempio di caparbietà e passione sportiva.

Leonardo per il resto ha tutti i vizi di un giovane qualunque: confessa la sua passione per gli Hard Rock del mondo e per i tortelli alla zucca della mamma.

Il tennis non ha certo strappato alla sua vita affetti e divertimento. Come è giusto che sia, Leonardo si gode la sua età e il suo sogno. A denti stretti.

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