Nubi sempre più scure sul futuro di Iren

Anche i piccoli azionisti si dichiarano contrari al progetto per la creazione della Multiutility del Nord, mentre il sindaco di Castellarano annuncia la possibile uscita da “un’azienda che sembra sempre più lontana dai nostri territori”

Tornano ad addensarsi parecchie nebbie sull’orizzonte del gruppo Iren, la partecipata nata nel 2010 dalla fusione di Iride ed Enia.

Sono delle settimane scorse le prese di posizione di alcuni sindaci della provincia reggiana che contestavano gli alti stipendi dei manager, e il sistema degli appalti, di un’azienda con 2 miliardi e mezzo di debiti; negli stessi gorni in cui – a seguito della delineazione di certi indirizzi del governo Renzi – l‘ipotesi di una fusione per la creazione di una Multiutility del Nord sembrava poter rappresentare un’occasione di rilancio.

E sono di oggi due notizie importanti. La prima riguarda il gruppo interprovinciale dei piccoli azionisti dell’azienda, che attraverso il suo portavoce Francesco Fantuzzi “esprime, oltre alla preoccupazione per la grave situazione economico finanziaria del gruppo Iren, la sua ferma contrarietà al progetto di aggregazione che dovrebbe portare alla cosiddetta multiutility del nord. I piccoli azionisti hanno infatti sempre inteso il loro investimento non a fini speculativi, ma per mantenere un rapporto diretto con l’azienda dopo i successivi passaggi che l’hanno progressivamente allontanata dal proprio territorio. La creazione di un colosso, peraltro coi piedi più che mai d’argilla per i debiti che acquisirebbe, sarebbe dunque il colpo finale: non vogliamo parlare con un call center per chiedere conto di bollette sempre più care e incomprensibili!“.

La seconda è rappresentata dalle parole del sindaco Pd di Castellarano, ed ex consigliere regionale, Gianluca Rivi, che per quanto riguarda il suo Comune annuncia “la disdetta del patto di sindacato che scadrà nel 2015 e la messa in vendita di azioni Iren, per tenerci le mani libere e decidere in autonomia come muoverci: se vendere le azioni o se restare” anche se “tutto dipenderà dalla direzione presa da un’azienda che sembra sempre più lontana dai nostri territori“. Per il gruppo un altro pessimo colpo. Anche perchè ciò che si sta verificando è una vera e propria frattura fra gli amministratori reggiani e soggetti come Piero Fassino, azionista-sindaco di Torino, il quale si è espresso a favore di una fusione fra Iren e il colosso A2A, operazione contrastata – fra gli altri – dal nuovo sindaco reggiano Luca Vecchi, che ha appena ribadito: “a Reggio siamo contrari alla creazione di una Multitutility del Nord“.

E’ probabile che ci si stia avvicinando ad una resa dei conti definitiva, che potrebbe anche modificare, e non di poco, il carattere di “partecipata” dell’azienda.

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