
All’inizio degli anni ’90 aveva preso in mano le redini della prima tv locale reggiana, Telereggio, traghettandola verso livelli di ascolti e di influenza mai più raggiunti. Lavoro duro da una parte, pensiero unico di maggioranza piuttosto arcigno dall’altra ma era quello che la gente chiedeva a proposito del “modello emiliano” e dunque reggiano. Dopo 18 anni finisce in modo un po’ sbrigativo la direzione di Paolo Bonacini, liquidato da un laconico comunicato della società Comunicare presieduta da Paolo Cattabiani che di fatto e in sostanza “accetta le sue dimissioni”.
Un fulmine a ciel burrascoso in verità visto che da giorni l’atmosfera interna al mondo cooperativo (di fatto proprietario della tv) era in fibrillazione; una tensione culminata con lo scontro tra Ivan Soncini, ex Ccpl e Lino Versace, attuale Ccpl. Ed è proprio nell’ottica della fine del sodalizio tra lo stesso Soncini e Marco Pedroni, ex Coop Nordest, che va letta la repentina caduta di Bonacini, cui è crollato sotto i piedi il tetto tenuto su dal legame dei due pilastri di cui sopra. Non solo; il contesto è anche quello di una perdita ormai strutturale della storica emittente reggiana, già alle prese con l’ammortizzatore sociale della solidarietà per i propri dipendenti, e della necessità di ricapitalizzare per almeno un milione di euro. Che darebbe fiato ma non risolverebbe il problema di una progressiva asfissia.

Il nuovo vento ha così consegnato nella mani di Edwin Ferrari, già dirigente Coop Nodest, il ruolo di amministratore delegato e in quelle di Mattia Mariani, già direttore di Mantova Tv e Radioreggio, quello di direttore operativo. Mentre a Gabriele Franzini resta il ruolo di direttore di Tg Reggio. Un vento non più gelido che pareva spirasse direttamente dalla Siberia ma molto più mite e in linea coi tempi, che sembra soffiare dall’aula magna del seminario. In molti hanno infatti notato la singolare parabola culturale di un’emittente che si è sempre caratterizzata (a torto o a ragione) per le sue battaglie a sinistra e che ora cercherà di rimettersi in piedi trovando un punto di equilibrio nella coppia Ferrari (ex presidente provinciale Arci) – Mariani (proveniente dal mondo parrocchiale-cattolico).