E’ tutta una start up: si fa presto a dire imprenditori

  • start upCertamente la povertà fa paura, ma anche il benessere porta con sé terribili e pericolose turpitudini. Mettiamo ad esempio questa follia globale di aziendalismo, di inseguimento della ricchezza, dell’efficienza, del vivere sempre con il pedale dell’imprenditoria di se stessi schiacciato a tavoletta. Uno potrebbe anche dire: io vivo con un filo di gas, mi sento a mio agio nell’aspettare la mia onesta busta paga ogni mese, campare in dignitosa rassegnazione, al limite, fare un bel fico secco tutto il dì. E invece no: ti devi per forza inventare uno scenario in cui sei anche tu pervaso dal sacro fuoco del cuore lanciato oltre l’ostacolo, anziché nell’umido per la differenziata.

    Da quando questo grave virus ha contagiato la nostra penisola, non si contano le vittime che, esercenti di bar, di tabaccheria, di chiosco di felafel, si definiscono “imprenditori”; i neandertaliani esercenti ormai estinti, la tribù dei rampanti smette il grembiule e le Dottor Scholl’s e si tuffa in edicola per l’ultimo numero di Millionaire, sognando il momento in cui l’idea vincente li coprirà di oro, incenso e mirra. Massaie diversamente abili, nel senso che sono meno abili dei tempi passati, non riescono più a trovare un equilibrio decente tra il comprare i tortelli surgelati e buttarli nell’acqua bollente e via, e mettersi giù a creare microscopiche strutture degne di Aalto con la pasta brisé per poi fotografarle e metterle sul Blog, in attesa che qualche tycoon le noti e le incameri con una pioggia di soldi. Signori di una certa età che diversamente penseresti per bene in una mano hanno la sportina del rusco da buttare, e nell’altra il Sole 24ore, tesi allo spasimo nel cercare di capire se sia meglio oppure no liberarsi di quelle options prima dell’inizio del film di prima serata, che magari se va troppo in onda la pubblicità di Valsoia poi la concorrenza cala e ci rimettono. Ragazzini che una volta si chiudevano in bagno col Postal Market alle pagine dell’intimo, oggi si imboscano in garage e ne escono ogni due per tre con una mezza start up, e tu speravi invece che come tutti semplicemente si drogassero un po’. Questo, il mondo del dopo sbornia degli anni ’80, che sembrano non finire mai e ci hanno lasciato oltre ad un sacco di brutto metal pure questa voglia di strafare nel farsi da sé, cosa che un tempo era considerata solo onanismo.

    La crescita continua, la lotta per la sopravvivenza darwiniana nell’agone finanziario si impone, ed il segno più aleggia su ogni decisione del quotidiano, anche nel minuto; crescita a tutti i costi, fosse anche solo quella registrata dalla bilancia. E adesso che nel PIL finalmente Eurostat considererà anche le attività illecite e tutto il nero che si fa nel nostro Paese, possiamo stare tranquilli: per tutti gli altri, non c’è più gara. Siamo di sicuro estremamente lanciati verso il successo, moderni, arrembanti ed inarrestabili.

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