Carovana per la pace: un viaggio per non dimenticare la Bosnia

Un gruppo di reggiani visiterà alcuni luoghi simbolo della guerra dei Balcani

Srebrenica_massacre_memorial_gravestones_2009_1Un viaggio per non dimenticare quanto successo durante la guerra di Bosnia e far conoscere la crisi economica e sociale che oggi attraversa il Paese alla ribalta quanto sta accedendo oggi nel paese. A compierlo, dal 17 al 22 aprile, un gruppo di 14 reggiani che raggiungeranno il paese balcanico con la “Carovana della pace – Bosnia 2014”.

Il viaggio, organizzato dall’associazione MirniMost (“Un ponte per la pace” di Guastalla) in collaborazione con la Scuola di Pace di Reggio Emilia, toccherà tre città simbolo della guerra, Mostar, Sarajevo e Tuzla, e prevede l’incontro con i rappresentanti di associazioni e della società civile bosniaca per approfondire il processo di ricostruzione e ripresa del paese, soprattutto alla luce delle recenti proteste di piazza.

Prima tappa del viaggio sarà Mostar, dove è previsto un incontro con i volontari dell’associazione KOS (Casa del cuore aperto), partner del progetto “Mostar i fiori di lillà” realizzato MirniMost. Durante l’appuntamento, che si svolgerà presso il Centro di accoglienza ove ha sede l’associazione bosniaca, Jasna Jugo, presidente di KOS, illustrerà il progetto che prevede il restauro e l’allestimento, nel quartiere Tekia a Mostar Est, di un centro di fornitura di servizi per vedove, anziani, bambini orfani e portatori di handicap. I servizi saranno curati dalle studentesse dell’Università di Psicologia di Mostar. Un progetto all’insegna dell’inclusione, che prevede il coinvolgimento di tutti i cittadini, senza alcune differenziazione etnica: un simbolo di rinascita in quella che prima della guerra era un simbolo della convivenza tra fedi diverse e che, invece, oggi è divisa in due zone etnicamente separate.

Sempre a Mostar è previsto un incontro con i rappresentanti del Plenum locale per la Democrazia, uno dei gruppi nati in tutte le città sono un importante realtà che rifiuta la violenza e si basa sulla partecipazione dei cittadini.

Tappa successiva sarà Sarajevo, dove sono previste le visite a due loghi simbolo della città che subì il più lungo assedio del 900: il  museo del Tunnel  che collegava, durante le guerra, l’Aeroporto alla città e il ponte di Vrbanje dove fu assassinato il pacifista Italiano Moreno Locatelli.

La Carovana toccherà poi la città di Tuzla, capitale economica della Bosnia, dove si svolgeranno degli incontri con le ONG locali e i rappresentanti del locale Plenum per la Democrazia, da dove sono partite le recenti proteste contro le privatizzazioni e i licenziamenti .

Chiuderanno il viaggio due tappe in altrettanti luoghi significativi: la prima sarà a Srebrenica, paese tristemente noto perché qui nel luglio del ‘95 si consumò la più grande tragedia del secondo dopo guerra europeo, l’eccidio di 8 mila cittadini musulmani (il numero non è ancora definitivo), uomini e bambini, a opera dei serbi guidati da Ratko Mladic. È prevista una tappa al Memoriale di Potocari, dove sono sepolte le vittime del genocidio. A seguire la Carovana arriverà a Bratunac, dove è previsto un incontro con i lavoratori della cooperativa “Insieme”, nata nel 2003 grazie all’impegno di 10 donne, che oggi punto di riferimento per 400 produttori locali. La Cooperativa riunisce donne serbe e bosniache in una delle zone più delicate della Bosnia Erzegovina, l’area di Srebrenica e produce marmellate e succhi di frutta con lamponi, mirtilli, fragole e more: frutti divenuti il filo della nuova convivenza tra donne rientrate in Bosnia orientale dopo la guerra.

L’associazione MirniMost nasce da un gruppo di persone che, dallo scoppio della guerra nella Ex Jugoslavia nel 1991, si sono impegnate in azioni di solidarietà verso le popolazioni vittime del conflitto provenienti da comitati, associazioni pacifiste della bassa Reggiana come il Collettivo non-violento uomo ambiente, Time for Peace Fabbrico collegate a reti nazionali come I.C.S. Attualmente le attività dell’associazione sono rivolte a iniziative di sensibilizzazione nel nostro territorio, e di solidarietà nella città di Loznica ( Serbia ) destinate a minori disabili e orfani. Con l’associazione collabora l’ong spagnola “Payassos sin fronteras” che con i suoi iscritti (burattinai, artisti di strada, clown) mettono a disposizione la loro arte per minori e persone che hanno vissuto i traumi della guerra.

Per informazioni: 333/8190202

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