
Si riaccende lo scontro tra Pd e Pdl dopo la decisione dei presidenti della commissione Bilancio e Finanze della Camera di riammettere l’emendamento Pd, che propone il ritorno della prima rata Imu per le fasce più alte della popolazione, ovvero le case con rendita catastale oltre i 750 euro. Restano in atto l’esenzione del pagamento delle prime case concesse in comodato ai familiari e la riduzione del 50% del prelievo Irpef su case e terreni sfitti.
Chi non paga l’Imu?
Col Decreto Legge 102/2013 le seguenti tipologie di immobili restano escluse dal pagamento dell’Imu: abitazioni principali (prime case); immobili assimilati dai Comuni: case di anziani lungodegenti, cittadini residenti all’estero; immobili ”sociali“; terreni agricoli e fabbricati rurali; immobili di forze armate e polizia.
Per le prime case restano escluse dall’esenzione le categorie catastali “di lusso” ovvero ville, immobili storici, castelli e palazzi. I proprietari di prima casa perciò vengono colpiti dall’Imu solamente se appartenenti alle fasce di reddito più alte.
E ora?
Se la proposta del Pd verrà accettata in Senato scatterà la prima rata dell’Imu a tutte le prime case con rendita catastale superiore ai 750 euro andando a colpire così ampie fasce della popolazione. Dati dell’agenzia delle entrate ci mostrano che una buona parte della cittadinanza di Reggio Emilia ha una rendita catastale superiore a questo limite; a conti fatti la dimensione degli immobili abitativi previsti dalla proposta Pd parte da soli 77 mq mentre per quanto riguarda gli immobili commerciali è di 122 mq. L’analisi dei versamenti Imu 2012 ci dicono poi che il 29,04% del gettito fiscale proviene da famiglie con fasce di versamento oltre ai 600 euro.
Fermo il Pdl sull’idea di abolire la prima rata Imu ritenendo la proposta Pd – come afferma il presidente della commissione Finanze della Camera, Daniele Capezzone (Pdl)- un “atto di autolesionismo politico”.
Aperture da parte del Pd – come dichiara Francesco Boccia, Presidente della V Commissione Bilancio, Tesoro e Programmazione della Camera dei Deputati – “le case di lusso l’Imu la pagano già”.
Cosa cambia con la reintroduzione dell’Imu per i più ricchi?
Nessuna previsione di riportare l’Iva al 21% dal 1 novembre al 31 dicembre, grazie al ritorno del contestato gettito fiscale, che sarà ora utilizzato per il rifinanziamento della cassa integrazione per ulteriori 400 milioni di euro e di 50 milioni di euro per il fondo affitti. Torna valida la sezione dell’emendamento Bergero che esclude il pagamento dell’imposta municipale sugli immobili di proprietà per soggetti Irpef con reddito complessivo annuo inferiore ai 100mila euro.
Brutte notizie sul fronte Iva: Nei primi otto mesi del 2013 il gettito è calato del 5,2% (-3,724 milioni di euro), un calo che, come spiega il ministero dell’Economia, è dovuto alla “riduzione del gettito della componente relativa agli scambi interni (-2,0%) e del prelievo sulle importazioni (-22,1%) che risentono fortemente dell’andamento del ciclo economico sfavorevole”.
Aumenta la pressione fiscale, ora al 43.8%
L’Istat conferma l’aumento delle tasse nel secondo trimestre, in rialzo di 1,3 punti percentuale sull’anno passato e di ben 4,7 punti rispetto al trimestre precedente, le uscite correnti sono aumentate del 0,7% mentre quelle in conto capitale sono diminuite del 5,6%.
Calano le imposte indirette ad effetto del mancato gettito proveniente dall’Imu, nel complesso le entrate correnti sono aumentate dell’1,2% con un +4,1% di imposte dirette che bilanciano il calo delle indirette.