Si chiama Pluto, dal nome del mitologico “dio del denaro”, e sorge in una località segreta della provincia di Reggio Emilia la prima comunità terapeutica in Italia per giocatori d’azzardo: una struttura residenziale aperta 365 giorni all’anno che accoglierà giocatori patologici seguiti dai servizi pubblici e li curerà gratuitamente con ricoveri brevi e personalizzati.“I ricoveri saranno brevi e personalizzati, da due settimane a tre mesi”, ha spiegato Umberto Caroni, responsabile dell’Azzardo Point del Centro Sociale Papa Giovanni XXIII. “Il numero di utenti accolti sarà basso (6 persone alla volta di entrambi i sessi), e gli invii saranno decisi insieme alle aziende sanitarie locali competenti”.Le attività terapeutiche saranno quelle “che si sono già dimostrate efficaci nella precedente sperimentazione: test diagnostici specifici, colloqui individuali, gruppi psicoeducativi con una trentina di contenuti diversi, lezioni specifiche sul gioco d’azzardo e i pensieri cognitivi erronei, consulenze legali e sulle forme di sovraindebitamento e attività culturali, ricreative e ludiche, ovviamente senza denaro in palio”.Per don Armando Zappolini, presidente del Coordinamento nazionale comunità di accoglienza (Cnca), a cui appartiene l’Associazione Centro Sociale Papa Giovanni XXIII, l’apertura conferma come i bisogni “nel caso del gioco d’azzardo patologico, hanno assunto una rilevanza tale che non possono più essere affrontati con interventi e finanziamenti occasionali. Va garantito il rispetto dei livelli essenziali di assistenza con risorse e strutture permanenti adeguate”.
“Progressivamente – spiegano i promotori – si esprime senza che l’interessato abbia modo di accorgersene, colpisce senza distinzione di censo, età, classe sociale d’appartenenza; quando succede occorre sapersi fermare, conoscere il tipo di gioco che si pratica, e capire come difendersi dalla dipendenza».