Più che una hit, un medley, più che un brano, un cocktail: inevitabili, il giorno dopo il trionfo sanremese, le accuse e le critiche rivolte agli Stadio, il gruppo emiliano (il chitarrista Andrea Fornili è reggiano) che ha stravolto i pronostici della vigilia vincendo il festival con la canzone “Un giorno mi dirai”, bocciata l’anno scorso e non ammessa in gara.
Appunto il brano-dialogo con la figlia diventa un “caso”: perché dentro avrebbe troppi accordi già ascoltati, frullati in un unico grande mischione. Ci sono passaggi che ricordano molto “Generale” di De Gregori nella versione rockettara di Vasco Rossi: l’assolo di chitarra equivale al ritornello degli Stadio.
In realtà quella parte c’è anche nella versione originale del brano cantato da Francesco De Gregori, ma è più lenta e suonata al pianoforte. Inoltre l’attacco della canzone “Un giorno mi dirai” ricorda “Il mio canto libero” di Lucio Battisti e “Il mare d’inverno” di Loredana Berté e Enrico Ruggeri.
Ormai anche quando il plagio è evidente il compositore è in buonafede, perché i software di gestione permetterebbero di apportare tutte le modifiche necessarie al pezzo per evitare grane. Il problema dunque è quando l’artista o gli artisti non se ne accorgono…