Siamo davvero i più corrotti d’Europa?

Chi se la ricorda, quella puntata di Magnum P.I. in cui il nostro eroe aveva deciso, sponsorizzato da uno dei suoi amici di sempre, di correre il massacrante Iron Man, nuoto, maratona, ciclismo? Ecco; la soluzione del caso che stava – contemporaneamente – trattando gli veniva in mente proprio mentre pedalava, ragion per cui il simpatico baffone aveva voltato la bici e si era recato al volo a fare l’altro suo dovere. Al che lo sponsor si era infuriato, solo per scoprire che la sua pubblicità, in fondo, era stata diffusa molto meglio così che se l’amico non avesse tagliato il traguardo per primo: l’unico che andava contromano aveva fatto fare al marcio il giro di tutte le televisioni. Ci è venuta in mente questa rimpatriata televisiva nel momento in cui ci siamo sentiti dire che viviamo nel Paese più corrotto d’Europa, e siamo ben posizionati, verso il basso, beninteso, anche nella classifica mondiale. Il 69° posto, infatti, in una scala che vede al 1° posto il Paese ovviamente peggiore, non è cosa da scherzarci sopra più di tanto.

A dare i voti è Transparency International, una no-profit che raccoglie e mette assieme i suggerimenti degli osservatori internazionali di 175 Paesi e assegna a ciascuno un valori su di un indice che vede 0 il voto peggiore (del tutto corrotto), e 100 il migliore (del tutto pulito). La media esatta, 50, rappresenta la sufficienza; chi sta al di sotto va dietro la lavagna, sperando che essa non sia a muro. Il 69% dei Paesi osservati ha un indice inferiore a 50, e in Europa solo il 18% delle Nazioni ha un simile punteggio: ovvero, la nostra e quelli dell’area balcanica e dintorni. In realtà, per quanto tutti stiano sempre a dire che l’Italia soffre di instabilità, siamo stabili su questo punteggio fin dal 2011: sono gli altri, che sono migliorati. E fortuna che i dati sono stati rilevati prima dello scandalo di Mafia Capitale e dalle ultime news dell’Expo, altrimenti finivamo a braccetto con la Somalia. Ora, che dire di questa bellissima performance? Tutto quello che stanno già dicendo gli altri, ovviamente; cioè, che è una roba brutta assai. Anche perché da questi voti discende poi la voglia degli investitori internazionali di mettere due lire anche da noi, mica solo negli altri Paesi locomotiva europei. E che di sicuro in una Italia corrotta la vita sarebbe più equa. Facile, economica, organizzata e, per utilizzare categorie platoniche, più giusta. Un mondo tanto bello da mettersi a piangere: la meritocrazia unita al bel clima, al Colosseo, alla pizza e alla musica romantica. Poi ti risvegli da questo sogno impossibile e bellissimo e ti dici: un momento. Ma io chi ho corrotto stamattina? E mi ha mai corrotto qualcuno? E tra tutti i tuoi vicini di casa, amici e colleghi di lavoro, ma quanti ce ne sono che quotidianamente prendono la mazzetta? Pochi, giusto? E allora, ti viene un pensiero fisso.

Che sì, tuo figlio è un somaro, non c’è dubbio. Ma questo non impedisce che la maestra ce l’abbia veramente con lui, e a furia di trattarlo da somaro… Il fatto è che questi osservatori internazionali (ma chi sono? Di quale Paese?) non valutano l’incidenza effettiva del fenomeno, ma la percezione dello stesso. Vale a dire: in quanti pensano che l’Italia sia un Paese corrotto. E allora capisci un sacco di cose. Per esempio, perché l’Arabia Saudita sia messa meglio di noi. Quelli non sono scambi di corruttela: sono regali dovuti. Capisci perché gli Stati Uniti hanno un indice di 74: lì basta corrompere due Senatori, che poi le assegnazioni delle commesse inique diventano legge dello Stato. Perché Spagna, Francia, Portogallo ci surclassano: lì non c’è corruzione. C’è consuetudine. Perché la Germania appare quasi perfetta, al pari dell’Inghilterra: perché la prima attua strozzinaggi a livello economico e politico internazionale, e nel minuto non ne ha bisogno, mentre nella seconda su qualsiasi notizia anche solo leggermente scomoda si pone il veto di diffusione. Capisci perché nei Paesi del Nord non ci sia corruzione: scambiare un pesce bollito con una patata bollita è visto come una disgrazia bilaterale, non come un guadagno. Insomma: se vi viene il sospetto che gli italiani siano prossimi alla maglia nera anche perché hanno la libertà di pensiero, e lo spirito di autocritica, che li porta a occhio e per lunga tradizione di mea culpa coccodrillesca, stile sinistra storica, ad assegnarsela, non siete per niente in errore.

Detto questo: che il nostro Paese sia popolato da buffoni indecorosi e avidi, è certo ed evidente. Piercamillo Davigo osservava che una così altra percentuale di corruzione può significare solo che il sistema ti induce, e spesso ti obbliga, ad aggirare gli ostacoli. Davigo però, a chi gli opponeva il fatto che siamo tutti corrotti, replicava sempre: beh guardi, io non lo sono. E lei? Ecco, vede, su due siamo già in due. Come dire: potete pensare che fare una telefonata all’amico perché assuma vostro cugino bravo, ma disoccupato, sia una cosa riprovevole (lo fanno tutti, in tutto il mondo e pianeti limitrofi) e vedervi bene se messi peggio della Turchia, oppure pensare che assieme a tante valutazioni esatte ci sia anche un alone tipo rapporto di classe, alzare la testa e pedalare dando il buon esempio. Ricordando che quando pedali controcorrente, come Magnum, la tua pubblicità si vede meglio, e nel bene come nel male hai l’occasione per farti davvero notare.

Total
0
Condivisioni
Prec.
Prosegue la messa in sicurezza dell’Arno

Prosegue la messa in sicurezza dell’Arno

Empoli – L’Arno sarà ancora più sicuro appena saranno completati i

Succ.
Siamo davvero i più corrotti d’Europa?

Siamo davvero i più corrotti d’Europa?

Chi se la ricorda, quella puntata di Magnum P

You May Also Like
Total
0
Condividi