La riscossa della minoranza anti – renziana del Pd parte da Bologna. Ammesso e non concesso che una riscossa contro il segretario dei dem sia ancora possibile, per ora Bersani e compagni di strada cercano di sgombrare la via a sinistra. E iniziano reagendo piccati alla nascita della “coalizione sociale” del segretario della Fiom Maurizio Landini.
Ma la polemica più forte della convention bolognese di sabato è stata comunque riservata a Renzi, e ai prossimi passaggi parlamentari della legge elettorale. Così Bersani: “Nella denegata ipotesi che sia la legge costituzionale, sia quel progetto di legge elettorale rimangano così, io non sono in condizione di votare la legge elettorale così come è fatta. Ma sono convinto che ci sarà disponibilità a ragionare”. Segue l’affondo: “Noi siamo sempre con l’idea di stare con entrambi i piedi nel Pd. A chi ci dice se non siete d’accordo andate fuori, io rispondo: no, vai fuori tu, che questa è casa mia”.
In platea anche l’ex governatore dell’Emilia Romagna, Vasco Errani e il sindaco di Bologna Virginio Merola. “Noi le riforme vogliamo farle – ha dichiarato il capogruppo del Pd alla Camera Roberto Speranza – ma vogliamo farle bene, si riapra la discussione sulla legge elettorale e si possa ridurre il numero dei parlamentari nominati: elemento che ha allargato la distanza fra politica e cittadini”.
La soluzione alla richiesta di una maggiore presenza di sinistra nella politica italiana “non può essere una sinistra antagonista che nasce dalle urla televisive di Landini, ma avere più sinistra nel Pd e più sinistra nella nostra azione di governo”, ha aggiunto Speranza. La situazione fuori dal Pd è fatta dal “M5S con l’impossibilità di scongelare la spinta al cambiamento, Salvini che dice cose inaccettabili come il fatto che l’antifascismo sia roba da libri di storia, mentre è un valore fondante della nostra costituzione e da Berlusconi, la cui assoluzione non può far dimenticare il giudizio politico. Queste sono le forze con cui dobbiamo confrontarci, la riflessione sul futuro del Pd non può che partire da questa inquietante situazione”.