Zapping tv del giovedì sera, tempi supplementari di Napoli-Udinese, match di calcio valevole per gli ottavi di una manifestazione ironicamente denominata Coppa Italia.
Formazione Napoli: Andujar, Mesto, Henrique chi?, Britos, Strinic chi?, De Guzman, Jorginho, Callejon, Hamsik, Mertens, Higuain. Allenatore Benitez.
Udinese: Scuffet, Heurtaux chi?, Danilo chi?, Pasquale, Allan chi?, Guilherme chi?, Bruno Fernandes chi?, Gabriel Silva chi?, Kone, Aguirre chi? (espulso Widmer chi?). Allenatore Stramaccioni.
Impossibile non provare indignazione di fronte alla scelta del Napoli di schierare un giocatore italiano (Mesto) e dell’Udinese non solo di schierarne due (Scuffet, Pasquale), ma di avvalersi pure di un patriottico allenatore (Stramaccioni).
Detto ciò…basta. Basta con la storia di un calcio italiano in crisi, leone entro i confini nazionali e coniglio fuori. E’ un luogo comune, peraltro facilmente smentibile: il calcio italiano non può essere in crisi, per il semplice motivo che è morto (vedi funerali di stato in diretta tv, la scorsa estate nel corso dei Mondiali brasiliani). Questo non è calcio italiano, ma il calcio straniero che si gioca in Italia. C’è una bella differenza…
