E’ uscito “Non è detto che mi manchi” il nuovo romanzo di Bianca Marconero.
Sinossi
Fosco è un giovane programmatore con tre grandi passioni: i videogiochi, il parkour e la sua ragazza Gaia. Per sbarcare il lunario collabora con una rivista specializzata. Dopo anni di convivenza, Gaia esige da lui un gesto maturo. Per non deluderla, Fosco pensa di candidarsi per una promozione, sebbene questo significhi aumentare le ore di lavoro e abbandonare definitivamente il videogioco che sta progettando da anni. Mentre lui è alle prese con i suoi dubbi, tutta la redazione è in fermento per l’arrivo di Emilia, una modella star dei social, che collaborerà con la rivista per qualche tempo. Per Fosco la comparsa della popolarissima influencer non è altro che l’ennesima scocciatura, ma una serie di coincidenze inattese porterà i due ad avvicinarsi e a scoprire un’affinità sorprendente… Chi avrebbe mai potuto immaginare che mondi tanto diversi potessero comunicare e capirsi? Più passa il tempo e più Emilia dimostra di essere l’unica persona che sappia vedere Fosco per quello che è davvero, mentre Fosco, superando i propri pregiudizi, riesce a cogliere la vera natura di Emilia. E, per la prima volta nella loro vita, i sogni non sembrano più tanto stupidi, ma straordinariamente realizzabili.
Lei è una star dei social.
Lui vive dietro uno schermo.
Potrà mai essere vero amore?
Hanno scritto dei suoi libri:
«Mi sono lasciata rapire e trasportare dalla storia così tanto da dimenticare tutto ciò che avevo intorno.»
«Bellissimo romanzo, l’ho divorato. Ne sono entusiasta. Ogni scena è calibrata alla perfezione con uno stile fluido e preciso, curatissimo.»
«Un libro speciale. Non ci sono parole migliori per definirlo. Mi ha incollato alle pagine, mi ha fatto sospirare, appassionare, arrabbiare anche. Ma, soprattutto, è scritto benissimo!»
«Frizzante, profondo, divertente e commovente sono solo alcuni degli aggettivi che mi vengono in mente.»
Bianca Marconero
Bianca Marconero è lo pseudonimo di una scrittrice che vive a Reggio Emilia. Dopo aver lavorato come redattrice per alcuni periodici destinati ai ragazzi è approdata alla scrittura creativa. Già autrice della apprezzatissima saga fantasy “Albion”, con Newton Compton ha pubblicato La prima cosa bella, L’ultima notte al mondo e Un altro giorno ancora ottenendo un grande successo, sia di pubblico che di critica.
Come si avvera, al giorno d’oggi, il sogno di diventare scrittori.
Allo stesso modo in cui si avverava ieri, credo. Prima di tutto, uno deve scrivere per se stesso, il primo motore di una storia è personale. In seconda battuta, occorre selezionare lettori onesti e attenti, capaci di fornire una valutazione oggettiva. Il terzo passaggio è lavorare sulle critiche, partendo dall’idea che c’è sempre un fondo di vero. Infine, una volta sistemato il testo, si deve pensare a come farlo arrivare al pubblico.
E come fa un libro a essere pubblicato, come può arrivare al pubblico?
Oggi ci sono essenzialmente due modi: il self publishing digitale e l’editoria tradizionale. Nel primo caso basta avere un computer e la voglia di imparare come caricare i file nei principali store online, come Amazon, per esempio. Nel secondo, occorre armarsi di tempo e pazienza, cercare di capire chi sono gli editori adatti, quindi scoprire se fanno valutazioni agli esordienti e, in caso affermativo, quali sono le modalità per sottoporre loro il testo che abbiamo scritto. In questo caso le attese possono essere così lunghe da scoraggiare, ma alla fine la storia di un percorso editoriale appartiene sempre a chi non si è arreso.
Che genere di libri scrivi?
Storie romantiche. Molto romantiche, che raccontano di sacrifici, rinunce, passione . Storie spesso molto ostacolate e sofferte, ma con una certa attenzione alla leggerezza e all’umorismo, perché senza questi aspetti non mi divertirei. Inoltre, le mie storie parlano sempre di cose che conosco. Per me “scrivi di ciò che sai” è la regola aurea. A volte, lo ammetto, ci si può trovare costretti a simulare una competenza che non si possiede, può capitare una scena all’ospedale in cui un il neurochirurgo prende la parola, ma il grosso della vicenda deve svilupparsi in un contesto che si domina. In uno dei miei libri, L’ultima notte al mondo, si parlava del mondo delle televisioni private, perché ci ho lavorato; Nell’ultimo dei miei romanzi, Un altro giorno ancora, la vicenda si svolgeva tra maneggi e concorsi ippici perché ho praticato l’equitazione agonistica per diversi anni. Insomma, cerco sempre di raccontare le cose che so.
Cosa deve fare uno scrittore per prepararsi al mestiere?
Leggere. La scrittura è un mestiere che si impara leggendo.
Di cosa parla l’ultimo romanzo.
È una vicenda ambientata a Milano, nel mondo dell’editoria e del jet set. Il romanzo racconta la storia d’amore, apparentemente improbabile, tra un brillante programmatore, che sbarca il lunario scrivendo articoli su una rivista specializzata in videogiochi, e una bellissima modella che spopola sul web. Si trovano a lavorare nello stesso edificio e benché all’inizio non si piacciano, perché hanno poco in comune, alla fine le cose cambiano. Cambiano parecchio. Insomma è la storia tra un ragazzo normale, e una ragazza famosa, un po’ come quella di Notting Hill, il film con Julia Roberts e Hugh Grant.
