Da sempre uno dei cavalli di battaglia del Movimento 5 stelle, il presidente della Camera Roberto Fico ha presentato all’ufficio di presidenza di Montecitorio la delibera per i tagli sui vitalizi degli ex deputati. Il testo verrà votato nella settimana tra il 9 ed il 13 luglio e gli emendamenti potranno essere presentati entro il 5 luglio. Se dovesse passare così com’è, entrerebbe in vigore a novembre 2018. Una materia, quella dei vitalizi, su cui già il Partito democratico cercò di intervenire l’anno scorso con una proposta di legge, a prima firma di Matteo Richetti, approvata solo alla Camera, ma bloccata al Senato con la fine della legislatura (e la mancanza di volontà politica di portare a casa il provvedimento). Quali sono i punti di contatto e le differenze fra i due testi.
CHI RIGUARDA
Attualmente deputati e senatori non hanno più diritto ai vitalizi, aboliti con una legge in vigore dal 2012. Entrambe le proposte, il disegno di legge di Matteo Richetti e la delibera della presidenza della Camera, prevedono invece il ricalcolo secondo il metodo contributivo dell’assegno vitalizio anche per gli ex-parlamentari, usciti “indenni” dal provvedimento del 2011. Il ddl di Richetti, avendo per l’appunto la forza di una legge, avrebbe interessato Camera e Senato: circa 2.600 ex parlamentari che ricevono in tutto 193 milioni di euro netti di vitalizio ogni anno. E anche i consiglieri regionali. La delibera di Roberto Fico, in quanto emanata dall’ufficio di presidenza della Camera, riguarda solo gli ex deputati che ricevono l’assegno, ad oggi 1.405. Il taglio della presidenza di Montecitorio toccherà però 1.338 di questi, mentre rimangono fuori 67 ex deputati, il cui vitalizio rimarrà invariato, ma cui sarà imposto un tetto massimo.
IL RISPARMIO
Secondo i calcoli dell’Inps, la proposta Richetti avrebbe comportato una riduzione media del 40% della spesa sostenuta per ex parlamentari e ex consiglieri regionali, traducibile in un risparmio di 76 milioni di euro per le casse dello Stato. Con l’intervento dell’ufficio di presidenza della Camera la diminuzione prevista sarà fra il 40 e il 60%, ma solo dell’importo a oggi percepito dagli ex-deputati. Risparmio totale, secondo Fico: 40 milioni di euro.
(Testo: “La Repubblica”, grafico: Adnkronos)
