
“Queste forme criminali non sono più confinate ai loro territori tradizionali o d’elezione. A volte le sirene di un’imprenditoria un po’ più smart o la disponibilità di denari apparentemente più fruibili di altre condizioni dovrebbero mettere tutti con le orecchie particolarmente attente. Oggi questa guerra che noi conduciamo su tutto il territorio nazionale, e non solo, riguarda tutti: magistratura, forze ordine, ma anche gli attori sani di un’economia che deve rifuggire da scorciatoie”. Parole del capo della Polizia Franco Gabrielli che, all’auditorium del Credem, in città, ha chiuso “Noicontrolemafie”, il Festival della legalità promosso dalla Provincia. Per l’occasione, a Reggio, erano presenti i vertici nazionali della lotta alla criminalità organizzata: oltre a Gabrielli, i comandanti dei reparti speciali di Carabinieri, il generale Pasquale Angelosanto che guida il Raggruppamento operativo speciale (Ros), e Guardia di Finanza, il generale Alessandro Barbera, al vertice del Servizio centrale di investigazione sulla criminalità organizzata (Scico). Con loro, sul palco, il procuratore capo del Tribunale di Catanzaro Nicola Gratteri e lo studioso Antonio Nicaso.
L’incontro è servito a fare il punto sul contrasto alla criminalità da parte di istituzioni e cittadini, a tre anni di distanza dall’indagine Aemilia. Un “terremoto” a cui questa terra – a sentire il capo della Polizia – ha saputo reagire nel modo giusto: “Quando si passerà dalla cronaca alla storia, si dirà che qui in Emilia, nel secondo decennio del nuovo millennio, ci sono stati due terremoti, uno naturale ed uno antropico, ma che ad entrambi avete saputo reagire con l’atteggiamento giusto”. Ed eliminando, per l’appunto, quella “non consapevolezza che è elemento di debolezza in ogni azione di contrasto”.