Minniti stoppa la “sicurezza fai da te”. No alle ronde Reggio Est

“Una democrazia che consiglia ai cittadini di difendersi da soli confessa il proprio fallimento. Nessuna vittima di un reato sconvolgente come una rapina in casa deve essere lasciato solo o sentirsi solo, ma dev’essere chiaro che il monopolio dell’uso della forza e delle armi spetta allo Stato”. Parole del ministro degli Interni Marco Minniti, ospite del Pd reggiano, per un incontro incentrato sui temi della sicurezza. Non un cenno sulla questione che sta facendo discutere la città in questi giorni, cioè le ronde antiprostituzione in zona stazione che il comitato Reggio Est Sicura si appresta a organizzare.

Ci pensano però il segretario del Pd Andrea Costa e il sindaco Luca Vecchi a sbarrare la strada alla “sicurezza fai da te”. In sala, al Tecnopolo, ci sono amministratori e simpatizzanti del Pd. I sindaci sono lì a rinnovare le istanze già presentate al ministro della Giustizia Andrea Orlando e, più di recente, al capo della Polizia Franco Gabrielli difronte all’escalation di reati come furti, scippi e rapine. A farsene portavoce sono Costa e Vecchi che dal palco chiedono la certezza della pena, che per il sindaco dovrebbe essere più severa per i reati predatori, e lo sblocco del turn over per le forze di Polizia. Questioni che il ministro però non approfondisce, limitandosi a dire che il tema vero è “la certezza della pena, non l’inasprimento”. Nel suo intervento Minniti rivendica la bontà delle misure contenute nei due decreti su sicurezza e immigrazione.

Parla delle sfide da vincere, come quella del terrorismo internazionale: “Rafforzare la capacità del controllo del territorio è l’unica strada per far fronte a un fenomeno con prevedibilità zero”. Chiede la collaborazione dei sindaci che dev’essere “alleanza strategica” e non occasionale perché “la sicurezza da Bolzano ad Agrigento non è la stessa”. A proposito di profughi, il ministro parla anche dell’obiettivo di far scendere a sei mesi, contro gli attuali due anni, i tempi per il rilascio dello status di rifugiato. E precisa: “Non c’è nessuna equazione tra terrorismo e immigrazione, ma c’è sicuramente un rapporto tra terrorismo e mancata integrazione”. Tornando alle questioni reggiane il sindaco, a margine dell’incontro con Minniti, stoppa ogni polemica: “Non è con la sicurezza fai da te che si può dar risposta al problema – dice Vecchi -. Per contrastare la criminalità servono addestramento e professionalità, non servono improvvisazioni e produttori di paura”.

Chiaro il riferimento alle esternazioni degli esponenti del centrodestra. Sulle posizioni del Comitato Reggio Est il sindaco ribadisce che “le ronde non ci sono e non ci saranno mai perché non ci possono essere. Penso piuttosto che il confronto, anche quando ci sono posizioni diverse, vada ricondotto dentro a quell’approccio che abbiamo sperimentato e che il ministro ci ha riconosciuto come eccellenza nazionale. Cioè quella collaborazione inter istituzionale tra Prefettura, comuni e forza di Polizia che diventa anche collaborazione civica con cittadini e comitati”.

 

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