
In Consiglio comunale passa il bilancio di previsione 2017, ma la maggioranza che sostiene il sindaco Luca Vecchi si spacca. Lucia Lusenti di Sinistra italiana parla di decisioni calate dall’alto e si astiene dal votare la manovra. Un segnale forte che, politicamente parlando, significa che Sinistra italiana è a un passo dall’uscita dalla maggioranza, anche se la Lusenti tiene ancora una porta aperta, in vista degli aggiustamenti bilancio, previsti a luglio. “Se le cose mi vengono comunicate quando sono già decise, come si fa con i consiglieri di minoranza, allora sto all’opposizione – ha attaccato la Lusenti -. Che ci faccio in maggioranza se non posso incidere ma devo solo sostenere?”.
Pronta la replica di Pd e Mdp che “rimproverano” l’esponente di Sinistra italiana di commettere un “errore nella valutazione politica dell’attività dell’Amministrazione comunale”. “Comprendiamo che le dinamiche nazionali possano condizionare anche il dibattito politico locale – scrivono i capigruppo Andrea Capelli e Lanfranco De Franco – , ma non condividiamo l’effetto che si è concretizzato nel voto della capogruppo Lusenti – scrivono Capelli e De Franco -. Questa Amministrazione ha ottenuto la fiducia dei cittadini reggiani sulla base di un programma di mandato e di una coalizione di centrosinistra. Dal 2014 ad oggi questo programma è stato attuato con forti connotazioni progressiste e di sinistra”. Ne sarebbero esempio, secondo i due capigruppo, la gestione dei beni comuni, servizio idrico e rifiuti, le politiche urbanistiche di riduzione del consumo del suolo e di rigenerazione del centro storico e delle aree produttive, l’attenzione all’ambiente, il dialogo con le parti sociali per la tutela del lavoro, il mantenimento e il rilancio dei servizi educativi e alla persona, la trascrizione dei matrimoni gay e la celebrazione delle prime unioni civili d’Italia, l’accoglienza solidale dei profughi, il dialogo inter-istituzionale a presidio della sicurezza.
“Sono solo alcuni degli esempi delle politiche condivise e attuate in questi tre anni”, ricordano Capelli e De Franco. E ancora: “Riteniamo che questa azione positiva debba continuare al di là delle sigle politiche, dei congressi di partito e del fatto che oggi non abbiano più rappresentanza in giunta – scrivono i due consiglieri -. Pd e Articolo Uno intendono proseguire insieme questo percorso di dialogo, tenendo la porta aperta ai contributi di idee e proposte, come è stato fino ad oggi e come sarà da qui al 2019”. Cioè niente rimpasto di giunta. “Ci siamo candidati con una coalizione – ha ricordato la Lusenti -. Finora abbiamo sostenuto anche cose non condivise, a metà mandato facciamo pure noi un bilancio. La coalizione votata dai reggiani ha agibilità politica? Attualmente no”.
Caso Unieco

“C’è stata molta speculazione su quello accaduto. Il discorso delle porte girevoli, di gente che usciva dalla politica e entrava nelle cooperative è un mondo che non c’è più. Non dobbiamo però nasconderci che qualcosa è successo e non deve più accadere, il fatto cioè che in ruoli di responsabilità ci si stava per appartenenza e non per competenza. Le responsabilità dei singoli, anche rispetto ai fallimenti delle cooperative, vanno perseguite”. Parole del consigliere dem Gianluca Cantergiani che ieri in Consiglio comunale ha illustrato l’ordine del giorno urgente sulla crisi delle cooperative, alla luce del caso Unieco. Documento che, in serata, è stato approvato all’unanimità con i voti favorevoli di Pd, Mdp e dei consiglieri del Movimento 5 Stelle, gli unici dell’opposizione presenti in aula al momento della discussione dell’ordine del giorno. Un’assenza, quello del resto della minoranza, su cui ha puntato l’indice Cantergiani, ricordando che sul punto Forza Italia aveva promesso “fuoco e fiamme”.
“La prossima volta che sentirò i consiglieri d’opposizione esprimersi sui problemi delle cooperative e dare solidarietà ai lavoratori, li porterò in commissione e risponderò per le rime”. Quattro in particolare gli impegni – previsti dal documento approvato – per la giunta e il sindaco Luca Vecchi, invitati a esprimere solidarietà ai lavoratori e a incontrare i referenti dei comitati dei soci prestatori che hanno perso i loro risparmi nel default. S’impegna, inoltre, il Comune a sostenere un tavolo di crisi regionale per la salvaguardia degli oltre 300 posti di lavoro e a sollecitare “la doverosa attenzione a livello nazionale” per individuare “strumenti e fondi” a tutela delle maestranze. Sul fallimento di alcune grandi cooperative, il documento della maggioranza afferma che “ognuno di questi tracolli va considerato singolarmente al fine di individuarne le specifiche cause”. Concetto ribadito da Cantergiani: “Il fenomeno complessivo della cooperazione viene gettato alle ortiche ma ogni fallimento deve essere valutato, analizzato e contestualizzato singolarmente”.
Dei rapporti tra politica e cooperazione ha parlato anche il consigliere dem Dario De Lucia: “Vengono tanto sbandierati, forse c’erano un tempo. Col Pd non ci sono più. Pensare oggi che dal Pd Legacoop o Coofcooperative prendano dei dirigenti è sbagliato. Forse è il contrario”. Per la consigliera dei 5 Stelle Alessandra Guatteri “il crollo delle cooperative rosse andrà certamente gestito a spese della collettività, però non dovranno essere salvaguardati solo i lavoratori e i soci prestatori. Sarà necessario mettere a punto strumenti per aiutare gli artigiani che non verranno pagati, per evitare un indotto di insoluti che creerà rovina”.