Nonostante le recenti perplessità espresse da Comune di Reggio e Regione Emilia Romagna ed un contesto internazionale decisamente cambiato rispetto all’epoca degli accordi, Unindustria Reggio resta convinta della bontà del progetto Silk-Faw in quel di Gavassa. Ovvero un mega centro cinese di super-bolidi elettrici che facciano concorrenza alle altre eccellenze della Motor Valley.

Lo si evince dagli esiti della recente tavola rotonda andata in scena al Centro Loris Malaguzzi alla presenza dell’ingegner Roberto Fedeli, cto Silk-Faw Automotive Group Italy, Fabio Storichi, presidente (uscente) di Unindustria Reggio Emilia e Carlo Adolfo Porro, Rettore Unimore.
Il cto Fedeli ha ammesso alcune difficoltà insorte nel corso delle trattative e della realizzazione (un miliardo di investimenti complessivi) ma il vero nodo da sciogliere, a detta dei conferenzieri che su questo si sono praticamente espressi all’unisono, sarebbe la difficoltà nel reperimento del personale specializzato, diverse migliaia di di professionisti, necessari a far decollare il progetto.
Gli ha fatto eco Storchi: “noi abbiamo abbozzato l’idea di ricercare tremila giovani verso Reggio ma rischiamo che siano pochi”. Insomma per continuare la rivoluzione digitale ed essere competitivi sul mercato è sempre più necessario investire sulla ricerca. Questa la linea netta emersa dicevamo dalla conferenza.
Dai desiderata allo stato attuale delle cose: ad esempio non sarebbe ancora stato firmato nemmeno il rogito. Dopo quasi un anno dall’annuncio in pompa magna dello sbarco di Silk-Faw a Reggio, la joint venture cinese-americana dell’hypercar non ha ancora comprato il terreno a Gavassa dove dovrebbe sorgere lo stabilimento produttivo. Un percorso che resta in salita.