“Cercasi addetta alle pulizie, offresi contratto a tempo indeterminato, da lunedì a venerdì dalle 16.15 alle 17.00”. “Operatore di call center cercasi, retribuzione 1,45 euro l’ora”. “Offresi contrato a progetto per sistemazione banco bar durante gli aperitivi”. Sono solo alcuni esempi di annunci di lavoro che è possibile trovare su giornali o siti web specializzati o nelle vetrine delle agenzie per l’impiego. Contratti precari, retribuzioni ridicole e mansioni dequalificate. Questo si trovano difronte i giovani in cerca di lavoro oggi. Giovani, si, precari certamente, ma non più disposti a tutto. Da domani li troverete in giro per la Toscana a promuovere incontri, dibattiti, flash mob e aperitivi, precari anche loro, per dire basta ad un mercato del lavoro che ha eletto a sistema la precarietà. Un gruppo di giovani della Nidil- Cgil viaggerà a bordo di un furgoncino che porta ben in vista sulle fiancate gli slogan “Giovani non più disposti a tutto” e “Essere giovani non è una colpa”, per informare ma soprattutto ascoltare altri giovani, raccogliere testimonianze e stilare un rapporto finale da portare all’assemblea pubblica del 16 marzo (Auditorium di Santa Apollonia) che sarà chiuso dall’intervento del Segretario generale Cgil, Susanna Camusso. Il tour toccherà tutte le province toscane: Pistoia (9 marzo), Livorno, Siena, Firenze (10 marzo), Prato (12 marzo), Lucca (13 marzo), Pisa e ancora Firenze (14 marzo), Massa (15 marzo), per poi concludersi a Firenze il 16 marzo (il programma completo del tour è visibile sul sito della Cgil). «Una campagna che la Cgil sta portando avanti in tutta l’Italia per tenere accesa l’attenzione sul tema del precariato, soprattutto giovanile, negli stessi giorni in cui a Roma si sta discutendo della Riforma del Mercato del Lavoro – ha spiegato stamane Enrico Hablik, coordinatore regionale della Cgil, insieme agli organizzatori del tour, Alessio Branciamore e Andrea Brunetti, di Nidil-Cgil Firenze – Non è possibile avere più di 40 forme contrattuali di ingresso al lavoro, tutte precarie». «Su 100 nuovi posti di lavoro, almeno 88 sono precari – ha aggiunto Daniele Quiriconi, della segretari generale Cgil – Come si pensa di costruire il futuro del Paese in questo modo? Chiediamo il superamento di queste forme di lavoro. Non vogliamo abolire il tempo determinato, purché resti un caso limitato a specifiche esigenze, come la stagionalità». «Difficile avere dati assoluti sul precariato – spiegano dalla Cgil – Ci stiamo attrezzando per farlo. Eppure l’Inps li ha tutti, basterebbe lavorarci su». Si sa che in Toscana nel 2010 i contratti atipici, tra co.co.pro. e co.co.co., sono stati 110mila. I contratti di collaborazione con giovani under 30 sono stati 16mila. Dei 25mila contratti di “lavoro a somministrazione” il 58% ha riguardato giovani sotto i 35 anni. E nel terzo trimestre del 2011 ci sono stati 35mila avviamenti che hanno riguardato giovani con meno di 24 anni. Ovviamente sono tutti precari.