Una doppia protesta spacca Palazzo Vecchio. Mentre il Consiglio Comunale è riunito nell’assemblea settimanale per ascoltare la relazione del Sindaco sulla Cultura, un presidio di lavoratori si riunisce all’esterno, distribuendo volantini, mentre un gruppo di mamme e bambini interrompe il Consiglio gridando “Ridateci il nostro giardino”. In Piazza della Signoria ci sono gli educatori e le educatrici delle cooperative “Di Vittorio” e “L’Agorà”. Sono oltre 300, lavorano nelle due cooperative da circa 2 anni. Svolgono un servizio di assistenza educativa scolastica e domiciliare data in appalto dal Comune. «Il presidio organizzato oggi – spiegano – non è la prima delle nostre iniziative messe in atto per protestare contro condizioni di lavoro sottopagato e usurante, contro orari impossibili, nonostante il nostro sia un lavoro qualificato e spesso sottovalutato». Gli educatori delle cooperative Ulisse e L’Agorà chiedono chiarezza in merito al rinnovo del contratto di appalto, in scadenza, e che il loro contratto, che prevede nei mesi estivi la sospensione di lavoro e stipendio, sia equiparato a quello degli insegnanti. Dentro il Palazzo, nella Sala dei Duecento, esplode invece la rabbia delle mamme che nei giorni scorsi si sono viste improvvisamente private del “loro” giardino di Via Magellano. La vicenda, seguita da Stamp fin dall’inizio, ha inizio quando un gruppo di mamme, frequentatrici abituali dei giardinetti in cui il pomeriggio portano i loro bambini a giocare, scopre che al posto di altalene e scivoli sono state piazzate delle transenne e che al posto del verde il Comune intende costruire un campo di allenamento per la squadra di Calcio storico. «Premesso che gli Azzurri hanno fatto sapere di non volersi allenare li – scrivono le mamme in un comunicato – ci chiediamo per quale motivo l’Amministrazione abbia deciso di sradicare alberi, demolire giochi e panchine, negarci l’unico spazio verde a disposizione di tutti senza nemmeno avvisare chi abitualmente di quello spazio usufruiva». Ecco perché i genitori hanno deciso di accompagnare i loro bambini in Consiglio e lasciare a loro la parola. Purtroppo però, il coro “Ridateci il giardino” intonato dai bimbi è stato del tutto ignorato dalla maggioranza dei consiglieri.
27 Febbraio 2012
Doppia protesta a Palazzo Vecchio
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