Inchiesta naufragio Concordia, nuove accuse al comandante Schettino

Prosegue l'inchiesta della Procura di Grosseto per accertare tutte le responsabilità del naufragio della nave da crociera Costa Concordia e del suo tragico bilancio, che con la conclusione odierna del recupero di 8 corpi individuati all'interno del ponte 4 del relitto tra ieri e oggi, è di 25 vittime accertate e 7 dispersi (22 febbraio Sale ad 8 il numero dei corpi ritrovati nel relitto della Concordia). Ieri la Procura oltre ai sette nuovi avvisi di garanzia, notificati a 4 ufficiali presenti in plancia di comando la sera del 13 gennaio e a 3 funzionari Costa della gestione emergenze, per i reati di omicidio colposo, naufragio e omessa comunicazione alle autorità marittime, ha raggiunto il comandante Schettino, agli arresti domiciliari a Meta di Sorrento, con un nuovo avviso di garanzia, che lo accusa di  "imprudenza, negligenza e imperizia". Quindi dopo i sette avvisi di garanzia di ieri, gli indagati diventano nove: sei ufficiali, tra cui il comandante Francesco Schettino e il primo ufficiale di plancia Ciro Ambrosio (i primi 2 indagati), e tre manager della compagnia Costa Crociere.
Intanto gli esami tossicologici eseguiti sull'ex comandate della Concordia hanno dato esito negativo, attestando che Schettino  non aveva fatto uso di stupefacenti e di alcol. La relazione del perito è stata consegnata ufficialmente oggi alla Procura grossetana.
La Procura di Grosseto domani presenterà il ricorso in Cassazione contro la decisione del Tribunale del Riesame di Firenze che lo scorso 7 febbraio ha deciso di mantenere il comandante Francesco Schettino agli arresti domiciliari. Il ministero dell'Interno e il ministero delle Infrastrutture e dei trasporti sono identificati, secondo quanto si apprende dalle fonti investigative, come parti offese nell'inchiesta della Procura di Grosseto sul naufragio della Concordia.

I nuovi capi di accusa di Schettino
Omessa comunicazione alle autorità marittime dell'incidente contro gli scogli del Giglio: questa la nuova accusa per il comandante della Costa Concordia, Francesco Schettino, già accusato per omicidio colposo plurimo, naufragio e abbandono della nave. Già si era discusso, a seguito delle prime riscostruzioni del naufragio e delle successive testimonianze, della riluttanza e mancata tempestività di Schettino a comunicare alla Capitaneria di Porto di Livorno, con completezza di informazioni e con rapidità, le caratteristiche dell'incidente e le condizioni reali della nave, dopo la sua collissione con gli scogli delle Scole. Ora questo comportamento, a cui ha fatto seguito un ritardato lancio dell'emergenza generale e dell'abbandono della nave, e che potrebbe verosimilmente avere determinato anche un ritardo nell'attivazione dei soccorsi, è divenuto un capo di accusa. E quest'ultimo non va a toccare soltanto Schettino, ma anche altri ufficiali. Secondo i protocolli marittimi infatti, il comandante in seconda Roberto Bosio avrebbe potuto intervenire al posto del comandante Schettino, avvisando le autorità in modo corretto e facendo attivare i soccorsi prima di quanto sia poi avvenuto. Per questo Bosio ed altri ufficiali della Concordia sono tra i sette nuovi stati indagati dalla Procura di Grosseto.
L'avviso di garanzia notificato ieri dalla Procura di Grosseto al comandante Schettino contiene particolari sul suo comportamento e le sue decisioni che evidenziano imprudenza e imperizia nella conduzione della guida della nave, così sintetizzabili: a) la sua telefonata con Mario Terenzio Palombo causò distrazione nel momento in cui la nave era in prossimità della costa, b) senza motivo il comandante si distaccò dalla rotta  originaria e non percepì di essere su bassi fondali con presenza di scogli, c) acconsentì alla presenza di estranei in plancia, quali Antonello Tievoli, Manrico Giampedroni, Ciro Onorato e la passeggera Domnica Cemortan. E ancora d) Schettino utilizzò e fece utilizzare all'ufficiale cartografo Simone Canessa carte nautiche inadeguate per il dettaglio necessario per la navigazione sotto costa. Infine e) il comandante Schettino fece rallentare la nave per concludere la cena con Domnica e poi accelerò, per non accumulare ritardo, procedendo alla velocità 16 nodi.

Le sette informazioni di garanzia riguardano: Manfred Ursprunger, responsabile per la flotta, Roberto Ferrarini, capo delle operazioni marine che rispondeva a Ursprunger, e Paolo Parodi. Le tre persone corrispondono all’intera catena di comando genovese per la gestione delle emergenze. E, relativamente agli ufficiali di bordo la sera del 13 gennaio: comandante in seconda Roberto Bosio e agli ufficiali Silvia Coronica, Salvatore Ursinno e Andrea Bongiovanni, che si trovavano nella plancia di comando al momento della collisione e nelle ore immediatamente successive (22 febbraio Concordia, tra i corpi recuperati quello di Dayana. Naufragio: nuovi avvisi di garanzia).

La ricerca dei dispersi all'interno del relitto
All'interno del ponte 4 del relitto della nave da crociera Concordia, naufragata il 13 gennaio scorso,  dopo il recupero, ieri, di quattro corpi, sono stati recuperati oggi altri 4 corpi individuati nel tardo pomeriggio di ieri, fa sapere la struttura del Commissario delegato per l`emergenza naufragio, Franco Gabrielli. Le vittime accertate del tragico naufragio, che prima delle operazioni di ricerca e del recupero di ieri erano 17, salgono oggi a 25, e conseguentemente i dispersi scendono da 15 a 7
La madre della piccola Dayana di 5 anni, il cui copro è stato individuato e recuperato ieri all'interno del ponte 4 della nave Concordia, dopo aver incontrato il sindaco, i soccorritori e i famigliari delle altre vittime, si è imbarcata per gettare fiori sul punto del relitto dela Concordia dove ieri è stata ritrovata sua figlia. I cadaveri sono stati trasportati all'ospedale di Grosseto per lo svolgimento delle procedure di identifcazione delle salme (22 febbraio Concordia, individuati alcuni corpi nel ponte 4)

Foto www.rds.it
 

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