Nell'incontro ordierno con la stampa Enrico Rossi, insieme al sindaco di Livorno Alessandro Cosimi, al presidente della Provincia di Livorno Giorgio Kutufà e agli assessori all’ambiente e alle sanità Anna Rita Bramerini e Daniela Scaramuccia, è stato determinato e chiaro sui 198 fusti contenenti materiali pericolosi precipitati il 17 dicembre scorso nel mare della Gorgona dal cargo marittimo Venezia della Grimaldi Lines, non ancora recuperati: “Non si deve perder altro tempo, non si deve badare a spese, niente rimpalli e incertezze”. Il sindaco di Livorno ha sottolineato come il rischio aumenti giorno per giorno, più i fusti pieni di materiali pericolosi stanno in mare.
I fusti contenogno – come ha informato l'assessore regionale all'Ambiente Bramerini – catalizzatori in forma granulare a base di nichel-molibdeno e cobalto-molibdeno, non solubili in acqua. I rischi immediati di inquinamento sono connessi all'autocombustione qualora i catalizzatori vengano esposto all’aria trasportati dalla corrente sugli arenili.
E' verosimile pensare che i granuli possano essere fuoriusciti dai fusti durante l'incidente e la caduta in mare e sui fondali a circa 500 metri di profondità. Infatti “la contaminazione sul pesce e la catena alimentare – hanno dichiarato Bramerini – può avvenire solo da quei contenitori che eventualmente si fossero aperti durante la caduta in mare o al momento di un loro spiaggiamento su una scogliera”. Arpat e Servizi veterinari della Regione hanno attivato un monitoraggio indiretto dell’ambiente e un campionamento mirato delle specie marine che più direttamente potrebbero manifestare tracce di una eventuale contaminazione da metalli pesanti.
Per il presidente della Provincia, Kutufà, l’iniziativa del presidente Rossi è apprezzabile e tale da “rendere più sollecite le operazioni di recupero”.
Le dichiarazioni
“E’ fondamentale – ha dichiarato Rossi – un rapido recupero dei contenitori, per evitare la fuoriuscita dei materiali. Benché debba registrare ritardi nella diffusione della notizie, le autorità competenti hanno fatto quello che si doveva fare, ma non si deve perdere altro tempo. Il governo si faccia carico in prima persona del caso, che è complesso e delicato, istituendo una commissione nazionale. Ieri ho parlato con il ministro dell’ambiente Corrado Clini, che ho trovato sensibile al problema, e oggi stesso è in corso una riunione tecnica. Ho invitato il ministro a venire in Toscana e seguire personalmente il caso.”
“I responsabili li conosciamo, bisogna stargli con il fiato sul collo. La Capitaneria ha fatto quello che doveva fare, la Magistratura ha aperto un'inchiesta. Non ci devono essere rimpalli di responsabilità, lentezze, incertezze, lungaggini, non si deve badare a spese, bisogna che il governo metta in campo tutti i suoi poteri, la sua forza e le tecniche disponibili, che ci sono – ha proseguito il presidente Rossi – Noi non vogliamo che dopo il panettone di Natale passi anche l’uovo di Pasqua e ci si dimentichi tutto. Con queste cose non c’è da scherzare. Gli incidenti possono capitare – ha concluso – ma il modo per superarli è assicurare la massima trasparenza, la massima attenzione e rapidità di intervento”.
“Tutto è stato fatto come dovuto – ha detto il sindaco Cosimi – ma abbiamo bisogno di un segnale ulteriore, perché il rischio aumenta se questi materiali restano tanto in mare. Il trasporto per mare è qualcosa in cui confidiamo per la tutela dell’ambiente, un fattore economico che deve essere compatibile con il rispetto dell’ambiente e della salute e guadagnarsi così la fiducia dei cittadini”.
“Si tratta di un evento eccezionale di cui stavolta è stato individuato il responsabile, che dunque avrà il compito di localizzare e rimuovere i fusti – ha precisato l’assessore regionale alla Ambiente Bramerini – I fusti dispersi contengono due tipi di catalizzatori a base di nichel e molibdeno uno e cobalto e molibdeno l’altro, sotto forma di granuli che non sono solubili in acqua e questo è importante”.
“Siamo venuti a conoscenza di quanto accaduto il 30 dicembre e io ho partecipato personalmente all’incontro che si è tenuto quel giorno in Prefettura a Livorno – ha detto tra l’altro l’assessore regionale Diritto alla salute Scaramuccia – Come Regione Toscana abbiamo dato disponibilità immediata per effettuare i campionamenti sull’acqua e sul pescato. Ma la cosa più urgente adesso da fare è localizzare i fusti perché non sapere dove sia questo materiale limita la possibilità di intervenire”.
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