Questo malgrado il bilancio di un’azienda costituisca, per i soci e per i terzi, la base per decisioni economiche e commerciali. Il bilancio è lo “strumento di valutazione dell’azienda” per il capitale investitore, ma anche per le classi lavoratrici, e per la collettività. La corretta compilazione del bilancio è considerata inderogabile, nel mondo, in quanto garanzia di tutela della fede pubblica garantita dal documento che caratterizza le aziende.
La scorretta compilazione del bilancio significa una rappresentazione falsa della situazione aziendale, quindi una frode, gestita come un reato in tutti gli ordinamenti.
Il valore di un bene , di parte di un’azienda o di tutta l’azienda, dipende da una stima frutto di una valutazione che ha nel bilancio la base. Gli interventi truffaldini possono tendere a sminuire gli utili occultando i ricavi,oppure dichiarando costi non sostenuti. Volendo invece sovra-rappresentare un’azienda si possono occultare i costi e magnificare i ricavi.
Nel caso di gruppi societari si possono spostare partite da una società ad un’altra, dello stesso gruppo, alterando la veridicità dei rispettivi bilanci. Per esempio creando artificiosi conti di credito e di debito fra società del gruppo con fantasiosi interessi ed eventuali more e penali.
La falsa rappresentazione dei dati contabili, incide sull’immagine dell’azienda nei confronti delle banche ed istituti di credito in generale,ma anche nei confronti dei singoli fornitori che devono valutare le condizioni di pagamento. Un altro effetto riguarda l’investimento di terzi,di forme di cooperazione commerciale(accordi,alleanze,etc.) con un’azienda falsamente rappresentata,etc.
La falsificazione contabile è anche la base per la creazione di liquidità non ufficiale dell’azienda: fondi neri funzionali alla corruzione, al riciclaggio di denaro sporco oltre all’evasione fiscale ed all’indebito arricchimento di soggetti in grado di appropriarsi di somme occultate. Il falso in bilancio implica anche la responsabilità dei soggetti che dovrebbero controllarlo come i revisori contabili: sia nel caso di cattivi controlli, che nel caso di complicità o favoreggiamento, rispetto a chi ha redatto il bilancio stesso
Leggi ad personam
Dal 2001 i governi di centrodestra hanno approvato leggi che hanno prodotto benefici effetti per Berlusconi e le sue società.
Nel 2001 sono state approvate la legge 361: depenalizzazione del falso in bilancio; la 367 per coprire i movimenti illeciti sui conti svizzeri di Cesare Previti e Renato Squillante; la 383( Tremonti bis) abolizione dell’imposta su successioni e donazioni per grandi patrimoni. L’Ulivo l’aveva abolita per patrimoni fino a 350 milioni.
Nel 2002 la legge 248 (legge Cirami ) introduce il legittimo sospetto sull’imparzialità del giudice. Sistematicamente invocata dagli avvocati di Berlusconi e Previti per i loro processi; il decreto legge 282, detto salva-calcio; legge 289 condono fiscale .Beneficio per le imprese del gruppo Mediaset.
Nel 2003 legge 140 detta lodo Schifani;decreto legge 352 (decreto salva rete 4); legge 350 norme sul digitale terrestre. IL maggior beneficiario dell’incentivo è stata la società Solari.com, controllata al 51% da Paolo Berlusconi
Nel 2004 legge 112 (legge Gasbarri) riordino del sistema radiotelevisivo. Legge 308 estensione del condono edilizio alle aree protette. E’ servita per il condono relativo a villa Certosa, proprietà di Berlusconi; legge 311 norme sul digitale terrestre.
Nel 2005 legge 251 ( ex Cirielli). Introduce una riduzione dei termini di prescrizione dei reati di corruzione in atti giudiziari e falso in bilancio nei processi “Lodo Mondadori”, “Lentini”, Diritti tv Mediaset”. Decreto legislativo 252 (Testo unico della previdenza complementare) a beneficio anche della società assicurata di proprietà della famiglia Berlusconi.
Nel 2006 legge 46 (legge Pecorella), inappellabilità per le sole sentenze di proscioglimento.
Nel 2008 legge 124 (lodo Alfano) sospende il processo penale per le alte cariche dello stato. Emanata poco prima delle ultime udienze del processo per corruzione dell’avv.Mills. Decreto legge 185.Aumento dal 10 al 20 per cento dell’IVA sulla pay tv “Sky Italia” competitore di Mediaset
Il declino dell’Italia rispetto all’Europa
Considerato 100 il Pil pro-capite, calcolato a parità di potere d’acquisto, nell’Unione europea a 27 stati, il Pil per abitante italiano nel 2001 era pari a 117,8 che posizionava il paese al 9° posto nell’ambito dei 27 paesi UE. Nel 2006 il Pil italiano era sceso a 103,8 (14 punti in 5 anni) , quindi a 101,9 nel 2007, a 99,5 nel 2008 (al di sotto della media U.E.-27 pari a 100), a 98,8nel 2009. Nel contempo dal 9° posto, rispetto ai 27 stati U.E., l’Italia è progressivamente passata al 13 ° posto.
In sostanza questi dati evidenziano che la lunga esperienza del governo Berlusconi, ha determinato numerose leggi ad personam e un processo d’ impoverimento dell’Italia