Firenze – Simome Camilli, video reporter e produttore professionista dell’Associated Press (AP), romani di 35 anni, romano, è rimasto ucciso a Gaza durante un’esplosione a Beit Lahiya, mentre esperti palestinesi cercavano di disattivare un missile israeliano. Morte con lui altre 5 persone, numerosi i feriti. Tra le reazioni di dolore e vicinanza alla famiglia di Simone, in Toscana quella del presidente della Regione Toscana Enrico Rossi, il vicesindaco di Pitigliano Melania Renaioli e il presidente della Provincia di Grosseto Leonardo Marras. Il padre di Simone, Pier Luigi Camilli, ex giornalista Rai, attualmente sindaco di Pitigliano, lo ricorda parlando ai giornalisti, col fiato a tratti interrotto dal dolore: “Fiero di lui, aveva questo lavoro nel sangue. Dalla Costa Concordia all’arresto di Mladic, dal Libano al Kosovo, una storia da onorare”. Il vescovo di Pitigliano, monsignor Borghetti: “Evento terribile, continuare a sperare pace”. Veglia in suffragio per Simone alle 21.30.
Monsignor Guglielmo Borgetti, vescovo di Pitigliano-Sovana-Orbetello ha annunciato per domani giovedì 14 agosto, una veglia di preghiera “in suffragio per Simone, e di sostegno per i suoi famigliari”, nella cattedrale di Pitigliano, alle 21.30. “La perdita del figlio Simone è un evento terribile, che lega la nostra terra ai tragici fatti di sangue che oscurano la serenita’ degli animi, ma che non possono spegnere la nostra speranza in un futuro di pace”l vescovo di Pitigliano Sovana Orbetello, monsignor Guglielmo Borgetti, esprimendo al padre di Simone Camilli, Pier Luigi Camilli, sindaco di Pitigliano, e a tutta la sua famiglia, la vicinanza sua e quella della comunità’ diocesana.
La settimana scorsa, Simone si trovava in Toscana, insieme alla sua famiglia, la moglie e la figlia di soli tre anni, per trascorrere una vacanza con i genitori. Poi il ritorno a Gaza. “Simone era diventato giornalista all’Associated Press, ed era stato in Kosovo, a Gerusalemme e in Georgia – ha aggiunto il padre – . Ma non era mai stato costretto: questo lavoro lo faceva per passione. “L’ho sentito l’ultima volta l’altro giornogli dicevo sempre “sta attento”, e lui, come tutte le volte, mi ha risposto: “Stai tranquillo, papà, è tutto a posto”.
Il presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi, ha inviato, anche a nome degli altri componenti della Giunta regionale, un telegramma di cordoglio al padre di Simone, Pier Luigi Camilli. Questo è il testo del telegramma, che la nota della Regione Toscana riporta integralmente: “Caro Pier Luigi, ho appreso la notizia della tragica morte di tuo figlio Simone a Gaza e voglio manifestarti, anche a nome della Giunta regionale toscana, la mia più sincera partecipazione al tuo dolore. La perdita di un figlio è la prova più difficile che la vita possa metterci davanti. Confido che il calore e l’affetto degli amici e della famiglia possano spingerti a guardare avanti perché a noi che restiamo è data la possibilità di onorare il ricordo dei nostri cari, rinnovando il nostro impegno per la pace e il bene comune. Sono certo che è questo quello che Simone ti chiederebbe”.
Il vicesindaco di Pitigliano, Melania Renaioli, ha epsresso la vicinanza personale e della sua istituzione alla famiglia di Simone Camilli, offrendo la disponibilità ad accogliere la salma del giovane: “Pronti ad accogliere salma se famiglia lo riterrà’ opportuno”Siamo pronti ad accogliere la salma di Simone se la famiglia lo riterrà opportuno. Siamo vicino al dolore immenso della famiglia, ma in questo momento vogliamo mantenere
il più stretto riserbo, siamo vicino al nostro sindaco e alla sua famiglia”. In segno di lutto sono stati annullati tutti i
festeggiamenti per il ferragosto.
Sul sito del Comune di Pitigliano si legge infatti che “tutte le manifestazioni in programma sono sospese fino a data da definire in conseguenza del grave lutto che ha colpito la famiglia del sindaco”.
Anche il presidente della provincia di Grosseto ha inviato un messaggio di condoglianze alla famiglia, commentando l’escalation agghiacciante della guerra nella striscia di Gaza: “Una guerra sbagliata – non ci sono guerre giuste – ha portato il dolore fra di noi rendendola ancora più tremenda. Sono vicino a Pierluigi Camilli, rattristato, turbato, arrabbiato contro chi non cerca la pace per risolvere i problemi di due popoli. Nel Giardino dei Giusti presso il museo Yad Vashem di Gerusalemme trovano posto i nomi delle persone “Giusti tra le nazioni” che hanno salvato anche un solo ebreo dalla Shoah. A questo popolo che ha cercato la sua pace in Israele e ai Palestinesi chiedo di essere Giusti e non farci soffrire. Anche una sola vita è importante, anche Simone era importantissimo e non doveva morire.”
Foto http://www.ibtimes.co.uk: Simone Camilli agosto 2014, mentre osserva da un balcone i fumi delle incursioni belliche israeliane nella striscia di Gaza.