Isola del Giglio (Grosseto) – L’Agenzia regionale per la protezione ambientale della Toscana (Arpat) continua a monitorare la situazione ambientale all’isola del Giglio. La Concordia sta per lasciare l’Arcipelago toscano alla volta di Genova, come deciso dal Consiglio dei Ministri nel corso della settimana appena passata, ma il mare gigliese sembrerebbe restare incontaminato. Idrocarburi e solventi sono risultati nella norma, mentre si è registrata soltanto una lieve presenza di tensioattivi attorno al relitto della nave naufragata il 13 gennaio 2012. Questa la sentenza delle analisi condotte da Arpat sui campionamenti del 1° luglio.
L’installazione dei 30 cassoni (15 sul lato destro e 15 sul lato sinistro) che serviranno per il rigalleggiamento della nave è stata terminata il 3 luglio. Una volta che verranno svuotati dell’acqua contenuta al loro interno, questi cassoni forniranno alla Concordia la spinta necessaria per tornare a galleggiare con un pescaggio di 18 metri e mezzo. Dopo di che la rimozione dalle secche di Punta Gabbianara avrà inizio. Rotta verso la Liguria. Destinazione, Genova Voltri.
Il relitto potrebbe lasciare il Giglio anche prima del 20 luglio, data limite prevista per la rimozione. “Dopo aver fatto di tutto per non farla andare giù, cercando di avvicinarla il più possibile a dove si trova ora, mi dispiacerebbe molto che si perdesse”, ha dichiarato il capitano Francesco Schettino negli scorsi giorni a La Nazione. Il processo per il naufragio prosegue a Grosseto, ma la Procura del capoluogo maremmano ha disposto il dissequestro della Concordia – come richiesto da Costa Crociere – per consentire la rimozione al porto genovese. E, cosa di non poco conto, ha chiesto l’archiviazione delle indagini su Pierluigi Foschi, ex presidente della compagnia di navigazione ligure, ed altri vertici di Costa Crociere e Carnival. La partita, insomma, si gioca ormai praticamente soltanto sulla figura di Schettino.
Lo smantellamento della Concordia dovrebbe richiedere 22 mesi. Probabilmente il relitto verrà tagliato in “fette” orizzontali e le parti non compromesse (acciaio, ferro, vetro, plastica e tessuti) potrebbero venir addirittura riutilizzate. Altra questione complicata, quella dello smaltimento delle parti che, invece, non potranno essere recuperate.
Nella giornata di oggi, lunedì 7 luglio, a Firenze si è intanto riunito l’Osservatorio per la rimozione della Costa Concordia. A Palazzo Cerretani, una delle sedi della Regione Toscana, sono stati analizzati i documenti presentati da Cosa Crociere e dal consorzio incaricato della rimozione del relitto (Titan Salvage e Micoperi). La presidente dell’Osservatorio e capo della Protezione Civile toscana, Maria Sargentini, ha spiegato che restano ancora da approfondire aspetti procedurali operativi. Durante il tragitto verso Genova, la Concordia dovrà essere tenuta sotto stretta osservazione e, quindi, potrà lasciare il Giglio soltanto in presenza di una documentazione esaustiva e convincente. Dopo il trasferimento della Concordia a Genova, inoltre, il Giglio non dovrà essere dimenticato e si dovrà operare per il ripristino del fondale marino danneggiato dal naufragio.