Una ragazza depone una chiave di una stanza d’hotel ai piedi del busto dedicato a uno scrittore scomparso. Lo stesso scrittore racconta delle origini del suo romanzo. Un uomo oramai anziano e stanco racconta in un albergo semideserto ad un giovane scrittore la storia di Gustave H., il leggendario concierge del Grand Budapest Hotel, e del suo giovane protetto Zero, alle prese con il furto e il recupero di un dipinto rinascimentale inestimabile e la battaglia per un enorme patrimonio di famiglia.
Ritorna un grande regista americano, maestro di eleganza formale e di scrittura con la sua nuova opera, “The Grand Budapest Hotel”. Stiamo ovviamente parlando di Wes Anderson, regista texano dallo stile newyorkese che ha fatto dello stile visivo una delle sue caratteristiche più riconoscibili insieme alla scrittura sempre brillante e ai suoi personaggi eccezionalmente surreali. Con “The Grand Budapest Hotel” ci troviamo in una surreale Europa degli anni trenta nell’immaginaria Repubblica di Zubrowka. A raccontarci la storia dell’albergo è un famoso scrittore che anni prima aveva incontrato un anziano signore, Zero Mustafa, proprietario del Grand Budapest negli anni Sessanta. Il suo racconto andrà indietro fino agli anni Trenta quando l’albergo era considerato uno dei più importanti al mondo e Zero Mustafa era soltanto un giovane rifugiato alla ricerca di un lavoro e di un mentore.
Wes Anderson ha sempre dimostrato una maniacale attenzione alla costruzione del quadro filmico seguita da un altrettanto attento lavoro sulla sceneggiatura. Dopo “Moonrise Kingdom”, penultimo lavoro dove l’intelligenza visiva di Anderson si era già manifestata nel pieno della sua maturità, arriva la sua nuova pellicola che mostra un evoluzione ancora maggiore nelle capacità del regista texano. Dove prima si costruivano delle immagini eccezionali all’interno del quadro qui si usano le dimensioni del quadro stesso per scandire il passaggio del tempo in un gioco temporale di scatole cinesi che aggiunge un nuovo elemento di manierismo al bagaglio registico di Anderson. A contornare le faccende del Grand Budapest troviamo, come in ogni film Anderson, un cast stellare guidato da un brillante Ralph Fiennes nel ruolo del concierge Gustave H., uomo d’altri tempi guidato da un’inaffondabile fiducia nelle buone maniere e nell’eleganza di ogni gesto del suo lavoro, affiancato dal debuttante Tony Revolori che interpreta il giovane Zero donandogli un’aria di stralunato spaesamento incarnando una sorta di incontro/scontro tra culture, quella orientale e quella mitteleuropea, e riuscendo a racchiudere in sé quello spirito di europeismo tanto invocato dallo scrittore Stefan Zweig dai cui scritti si ispira il film. Zweig infatti viene citato più per le sue esperienze di vita negli anni Trenta quando, come membro della ricca borghesia, girò l’Europa diventando “a poco a poco europeo” e compilando una vastissima raccolta di lettere.
Wes Anderson dirige una delle sue opere di maturità che prosegue il lungo percorso intrapreso fin dal primo lungometraggio “Un colpo da dilettanti” e che nel corso degli anni ha permesso al regista di regalarci alcuni piccoli gioielli come “I Tenenbaum” e “Le avventure acquatiche di Steve Zissou”. Con una regia essenziale di si avvale unicamente di camera fissa e improvvisi movimenti di macchina, Anderson si focalizza sulla costruzione delle barocche scenografie capaci di raccontare dettagli inediti di una vicenda che riesce a divertire con i suoi buffi personaggi e altresì donare uno sguardo critico sul fallimento di un”Europa disunita tanto nel passato quanto nel presente.
REGIA: Wes Anderson
SCENEGGIATURA: Wes Anderson
GENERE: Commedia
ANNO: 2014
PAESE: Stati Uniti
DURATA: 99 min
ATTORI: Ralph Fiennes, Bill Murray, Saoirse Ronan, Tony Revolori, Jude Law, Owen Wilson, Tilda Swinton, Willem Dafoe, F. Murray Abraham, Adrien Brody, Léa Seydoux, Edward Norton, Harvey Keitel, Tom Wilkinson, Bob Balaban, Florian Lukas, Mathieu Amalric, Jeff Goldblum, Jason Schwartzman
FOTOGRAFIA: Robert D. Yeoman
MONTAGGIO: Barney Pilling
MUSICHE: Alexandre Desplat
PRODUZIONE: American Empirical Pictures, Indian Paintbrush, Scott Rudin Productions
The Grand Budapest Hotel sarà in proiezione nelle Arene Estive fiorentine:
Arena Estiva Mandela Forum (Arena di Marte grande):
05/07/2014 – 21.30
Arena Chiardiluna:
06/07/2014 – 21,30
26/07/2014 – 21,30
Arena Esterno Notte Poggetto – FLOG:
09/07/2014 – 21,30
25/07/2014 – 21.30