Firenze – La commissione regionale territorio e ambiente fa passare all’unanimità l’integrazione al Pit con valenza di piano paesaggistico. E nell’accesa discussione che ha preceduto e accompagnato la votazione della commissione, è la disciplina delle attività estrattive nell’area del Parco delle Alpi Apuane a giocare un ruolo centrale.
La disciplina delle attività estrattive – Intanto, per quanto riguarda l’area di protezione esterna del Parco delle Alpi Apuane non è ammessa l’apertura di nuove cave, mentre la riattivazione di quelle dismesse da non oltre venti anni e l’ampliamento di quelle esistenti sono consentite a precise condizioni: non devono determinare un incremento dei piazzali in quota, se non per opere strettamente funzionali all’apertura di nuovi ingressi in galleria, non non devono aver bisogno di opere infrastrutturali, che causino modifiche irreversibili ai luoghi, e non devono interessare fronti di escavazione a quote superiori a quelle autorizzate, salvo specifiche individuazioni nei piani attuativi. Ovviamente rimangono “liberi” gli interventi imposti da provvedimenti delle autorità competenti per ragioni di sicurezza.
Ruolo dei comuni – Sono i comuni, nell’ambito del procedimento di autorizzazione, ad accertarsi che le attività estrattive non interessino aree integre, né rinaturalizzate e non tocchino sentieri, percorsi e punti panoramici individuati nella pianificazione territoriale. Le varianti di carattere sostanziale a fini paesaggistici sono quelle inerenti l’apertura di nuovi distinti fronti di cava o nuovi ingressi per l’escavazione in sotterraneo, esterni al perimetro di cava autorizzato. Inoltre, nel piano è contenuto un altro punto molto i9mportante: l’attività estrattiva è finalizzata all’estrazione di materiali lapidei ornamentali e può riguardare materiali per uso industriale solo se derivanti dalla produzione di materiali ornamentali.
Da sottolineare che il Piano, portato a termine con la collaborazione sia degli enti locali che del sistema delle università toscane (rappresentate dal CIST-Centro interuniversitario di scienze del territorio), ha ricevuto a fine dicembre l’attestazione di conformità da parte del Ministero competente (MiBACT), traguardo raggiunto a oggi soltanto da due regioni italiane (la Puglia e la Toscana) fra le molte che stanno lavorando a concludere i rispettivi piani.
Il prossimo passo sarà l’esame per l’adozione nella prossima seduta del Consiglio regionale.