La Vanguard per rimuovere la Concordia? La Toscana non ci sta

La motivazione ambientale: la nave semisommergibile Vanguard, la più grande al mondo, di proprietà di una azienda olandese, solleverebbe il relitto di quattro metri sul livello del mare. Una modalità che assicurerebbe lo sversamento in mare di tutti i liquami contenuti nello scafo, creando un inquinamento inaccettabile.

Firenze – E’ un no, il più deciso possibile, a tutti i costi no. A pronunciarlo, stamattina a Roma, il governatore della Toscana Enrico Rossi: no all’uso della Vanguard per la rimozione dal Giglio di Costa Concordia. Poche ore prima della riunione a Roma del comitato di valutazione dei progetti, il presidente lancia così un messaggio senza ambiguità: quella ipotesi va tolta di mezzo, anche a costo di schierare una catena di piccole imbarcazioni intorno al relitto per impedirla. Anche se il contratto, ha fatto sapere Costa Crociere giorni fa, firmato per ottenere la disponibilità del gigante del mare da parte della Dockwise Vanguard come una delle opzioni per la rimozione del relitto dalle coste dell’Isola del Giglio, vale 30 milioni di dollari.

Perché no? Innanzitutto, la motivazione ambientale: la nave semisommergibile Vanguard, la più grande al mondo, di proprietà di una azienda olandese, solleverebbe  il relitto di quattro metri sul livello del mare. Una modalità che assicurerebbe lo sversamento in mare di tutti i liquami contenuti nello scafo, un inquinamento, ha detto il presidente, assolutamente inaccettabile.

In secondo luogo la rimozione della Concordia attraverso il gigante olandese comporterebbe la possibilità di portare il relitto all’estero o comunque in porti lontani, dove le demolizioni vengono realizzate in condizioni altrettanto inaccettabili per i lavoratori. Il presidente ha in particolare mostrato nel corso di una conferenza stampa un filmato sugli “spiaggiamenti” delle navi da demolire sulle coste della Turchia e le sconvolgenti immagini pubblicate nel numero di maggio dalla rivista National Geographic, che documentano le spaventose condizioni di lavoro nei grandi “cimiteri di navi” del Bangladesh.

E dal momento che sul tema Concordia, ha proseguito il presidente, sono intervenuti tutti, parlamentari, politici, anche vescovi, sia per legge che per competenza la Toscana ha sicuramente il diritto di dire la sua.  E così, mentre tutti parlano “sulla pelle dell’isola del Giglio”, per il presidente Rossi ci sono tutti gli elementi per dire che la soluzione giusta non è quella della Vanguard, né dal punto di vista ambientale né tantomeno dal punto di vista sociale. Intanto, nel porto di Piombino continuano a pieno ritmo i lavori e il presidente ha annunciato una sua prossima visita.

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