Il primo dei 19 cassoni che permetteranno la rimessa in galleggiamento della Costa Concordia è pronto (nella foto, da www.giglionews.it). Si trova a Livorno e, probabilmente, arriverà all’isola del Giglio il 20 aprile. Le analisi effettuate sugli ultimi campionamenti ambientali (31 marzo) effettuati da Arpat (Agenzia regionale per la protezione ambientale della Toscana) hanno evidenziato una diffusa presenza di tensioattivi nelle acque gigliesi, ma per il resto (i valori di idrocarburi e solventi rientrano nella norma), il mare del Giglio resta limpido e non inquinato. La questione che tiene banco, al di là delle tempistiche di rimozione del relitto, resta però la destinazione della Concordia una volta rimessa in galleggiamento. Si è parlato molto, negli scorsi giorni, della possibilità (non proprio campata in aria) che la Concordia venga trasferita nel porto di Genova. Il presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi, è però intervenuto sostenendo nuovamente la candidatura di Piombino, teoricamente il porto meno “rischioso” nel quale trasferire il relitto, data la vicinanza geografica. Per trasferire la Concordia a Genova, ha spiegato il Governatore toscano, occorrerebbero circa 5 giorni. Un tempo infinito, considerato il rischio ambientale connesso alla nave naufragata il 13 gennaio 2012. Il presidente della Regione Lazio, Nicola Zingaretti, è invece tornato a sostenere la candidatura di Civitavecchia, rilanciando anche con la possibilità di una collaborazione fra Lazione e Toscana per lo smaltimento della nave. “Lazio e Toscana – ha spiegato – sono unite e disponibili affinché questa vicenda si concluda nel migliore dei modi con il minimo dei costi e il massimo dell’efficienza. Insieme lavoreremo perché anche il Governo faccia chiarezza”. Civitavecchia e Piombino contro Genova. Davide che sfida Golia, insomma. Specie tenuto conto che Costa Crociere ha sede proprio nel capoluogo ligure.
3 Aprile 2014
Rimozione Concordia: ipotesi collaborazione fra Toscana e Lazio
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